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La Rai introduce un tetto per gli stipendi degli artisti

24 febbraio 2017
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La Rai introduce un tetto per gli stipendi degli artisti

Premesso che in un mondo ideale nessun uomo potrebbe mai guadagnare abbastanza denaro da comprare un suo simile e nessuno dovrebbe essere così povero da decidere di vendersi, la realtà dei fatti parla di un’acredine sempre più diffusa verso tutti coloro che beneficano i carnet stellari, soprattutto se a versare nelle loro tasche i lauti compensi è la Rai e se dunque il cittadino medio ritiene che l’artista in questione venga “pagato con i suoi soldi”, come se fosse effettivamente un suo dipendente.

Sempre tenendo presente che alcuni compensi appaiono effettivamente smodati e poco realistici, se la Rai ha fino ad ora deciso di remunerare i suoi artisti con assegni colmi di zeri, lo ha fatto non con l’intenzione di sprecare denaro pubblico, ma ritenendo (e speso a ragione) che all’investimento effettuato corrispondessero introiti ancora maggiori, derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari e da maggior visibilità e interesse garantiti proprio a partire dalla presenza dell’artista stesso.

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Per la gioia di tutti color che cliccano e condividono quando sono indignati e di chi non guarda il Festival di Sanremo per via dei cachet di Conti e della De Filippi (esisterebbero altre mille buone ragioni per non guardarlo), la Rai ha comunque deciso di cedere alle lusinghe di un’immagine più “popolare” e attenta agli sprechi, andando ad introdurre un tetto ai compensi degli artisti che, seppur faraonico, impone comunque una limitazione al continuo flusso di denaro in uscita e in entrata.

In attesa che il Ministero dell’Economia si pronunci sulla decisione, il Consiglio d’Amministrazione della Rai ha infatti stabilito che nessun artista stipendiato dalla televisione di Stato potrà guadagnare più di 240 mila euro all’anno per le sue prestazioni offerte alla Rai, il che implica una netta riduzione del budget per artisti e presentatori come il sopracitato Conti, Fabio Fazio, Bruno vespa, Piero Angela e suo figlio Alberto.

Se la decisione potrebbe rifare il trucco alla Rai davanti agli occhi di un’opinione pubblica che ormai si indigna talmente spesso dall’aver scordato i veri moventi di indignazione, il rischio che numerosi artisti cedano alle lusinghe della concorrenza è più che reale, dato che nessuno accetta generalmente di buon grado una riduzione coatta di stipendio; nemmeno se nella sua vita ha guadagnato così tanto denaro da potersi comprare, in linea teorica, migliaia di altri esseri umani.

 

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