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Luigi Pelazza espulso dal Marocco per un servizio sulla prostituzione minorile

29 settembre 2016
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Luigi Pelazza espulso dal Marocco per un servizio sulla prostituzione minorile

Partita come trasmissione “di nicchia”, volenterosa di riprendere sul campo iniquità, raggiri e problematiche sociali dal respiro internazionale, Le Iene pare aver deciso di abbandonare la strada tortuosa del salutismo-pop e di riprendere un filo giornalistico di alto livello, in parte interrotto dal clamore suscitato da improbabili testimonianze che prevedevano il veleno di scorpione cubano e la dieta vegana alla stregua di alternative accettabili alla chemioterapia.

La volontà di iniziare l’imminente stagione 2016 con il piede giusto si è tuttavia scontrata con l‘oscurantismo di un governo marocchino ben poco felice del fatto che Le Iene avessero deciso di abbandonare controverse tesi sanitarie e di occuparsi della piaga della prostituzione minorile che imperversa a pochi chilometri in linea d’aria dalle nostre coste e che rappresenta una realtà ben lontana dalle cronache e dai rotocalchi planetari.

le iene pelazza

Nel corso di un servizio girato da Luigi Pelazza sulla prostituzione giovanile in Marocco, la troupe del noto programma è stata infatti interrotta nel bel mezzo delle riprese da una sorta di retata condotta dalla polizia locale che ha atteso il giornalista all’esterno dell’albergo, bloccato l’operazione, requisito il materiale reperito fino a quel momento ed invitato il signor Pelazza a lasciare i confini del Marocco in qualità di persona non gradita alle autorità locali.

Alla base del triste episodio oscurantista avvenuto mercoledì scorso vi sarebbe una presunta effrazione alla normativa locale che impedisce di filmare minori senza consenso, con conseguente espulsione della troupe dal Paese e requisizione delle testimonianze raccolta da Pelazza fino a quel momento, in quanto illegale.

Senza voler accostare lo spiacevole episodio all’immenso dramma che ha coinvolto Tulio Regeni, l’interruzione del servizio sulla prostituzione giovanile appare comunque riconducibile ad un medesimo filo conduttore che prevede ogni ingerenza nelle vicende interne ad alcuni governi esteri palesemente sgradite, a prescindere da quale sia il loro reale scopo.

Con la speranza che il piccolo incidente diplomatico occorso si traduca in un reciproco chiarimento e che Pelazza e compagni possano tornare in possesso di quanto filmato (e magari anche in loco a concludere l’opera), pare che la nuova stagione de Le iene non inizi sotto un’ottima luce, anche se la volontà di riprendere a proporre servizi arditi e coraggiosi fa sicuramente onore agli autori e ai conduttori del programma.

 

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