Intrattenimento
1

Milano: ripresi gli autori dell’incendio in Piazza Duomo

20 febbraio 2017
1600 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Milano: ripresi gli autori dell’incendio in Piazza Duomo

Anche senza aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera, risulta perfettamente possibile comprendere come certe installazioni realizzate nel cuore dei centri urbani posseggano un senso estetico piuttosto discutibile e come la celeberrima Piazza Duomo non si stata progettata e concepita per ospitare una serie di piante tropicali che, seppur indubbiamente belle e rigogliose, stonano con il contesto almeno quanto una cattedrale gotica stonerebbe su una spiaggia dei Caraibi.

Per quanto discutibile possa essere l’ennesima installazione della discordia, risulta comunque ancor più evidente che un atto vandalico difficilmente ne migliora l’estetica e che una palma fuori luogo è sicuramente preferibile ad un suo corrispettivo bruciacchiato, dato che una qualunque opera d’arte “brutta” è sempre preferibile ad una distrutta o rovinata; ragione in base alla quale lo scempio consumatosi in piazza Duomo a Milano nella notte di sabato non può restare impunito e non può che essere oggetto di unanime condanna, prodotta tanto a partire da coloro che avevano sostenuto la necessità dell’installazione, tanto da coloro invece che si erano opposti alle palme e ai banani fuori stagione e fuori luogo.

palmeduomo_emergeilfuturo

Mentre dunque l’Italia si stringe in una sorta di piccolo “cordoglio” per le incolpevoli piante date alle fiamme, le forze dell’ordine si trovano impegnate nella ricerca dei teppisti e stanno passando al vaglio le numerose testimonianze mediatiche attraverso le quali risulterà agevole risalire alle credenziali dei vandali e assicurarli alla giustizia.

Mentre la autorità cittadine assicurano che i danni provocati dall’incendio sono fortunatamente a raggiungere il cuore vivo delle palme, ma si sono limitati alla scorza esterna, il corpo di Polizia sta esaminando nel dettaglio le numerose riprese effettuate dalle telecamere di sicurezza che mostrano un gruppetto di ragazzi, tutti con volto coperto, intenti ad appiccare il fuco alle istallazioni verso la mezzanotte di sabato, ora in cui, a rigor di logica, avrebbe dovuto essere presente una pattuglia di sorveglianza per impedire eventuali illeciti e atti vandalici.

Come sempre accade quando si decide di risolvere una questione spinosa mediante il ricorso alla violenza, l’atto vandalico è servito paradossalmente a conferire maggiore visibilità alla stessa installazione che si intendeva distruggere, in virtù di una perversa legge di natura che prevede le opere d’arte rovinate decisamente più attraenti, da un punto di vista antropologico, di quanto non lo siano quelle brutte o semplicemente insignificanti.

 

[adrotate banner=”6″]

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi