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Alfa Romeo, svelata questa sera la nuova Giulia

24 giugno 2015
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Alfa Romeo, svelata questa sera la nuova Giulia

Da quando l’ormai ex gruppo Fiat ha deciso di lanciare uno sguardo in direzione di quanto accadeva dall’altra parte dell’Oceano e di affidare la conduzione delle proprie vicende a managers ed amministratori delegati formatisi negli Stati Uniti, l’azienda (sempre ex) torinese ha fatto propria unadimensione americana legata ai grandi eventi che ammanta di mistero e marketing il lancio di ogni nuovo prodotto, indipendentemente dalle sue intrinseche qualità.

Non vi è da stupirsi quindi che, a poche ore dal lancio del nuovo modello di Alfa Romeo previsto per le 17 odierne, gli occhi del mondo dei motori siano focalizzati sulla presentazione-show di quella che si dovrebbe chiamare, in via del tutto ufficiosa, “Giulia” e che andrà ad occupare un’altra rilevante porzione del cosiddetto segmento medio sui mercati internazionali.

La nuova berlina del Biscione (che, in linea teorica si potrebbe chiamare anche “Milano”), andrà ad affiancare modello “Giulietta” e a rappresentare il naturale erede della ormai estinta 159, ponendosi così come una valida alternativa offerta dalla casa  a chi necessita di più spazio a bordo, senza rinunciare a prestazioni paragonabili a quelle offerte dalle supercars tedesche a marchio Audi, Mercedes o Bmw.

Stando alle primissime indiscrezioni, la nuova “Giulia” svelata stasera in qualità di capostipite di una futura gamma di veicoli quasi omologhi, dovrebbe montare un propulsore a sei cilindri di tipo V6, di tremila di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza pari a 500 cv, mentre le versioni destinate al mercato offriranno in seguito una scelta più ampia e meno suggestiva, andando a montare motori da 180, 250 e 330 cavalli in base al tipo di motorizzazione desiderato.

Incentrata sulla presenza di una particolare trazione posteriore, denomianta Giorgio, la nuova “Giulia” è il frutto del lavoro di un team di ingegneri specializzati denominata Skunks Work, anch’esso emblema vivente di quanto ormai gli sguardi Oltreoceano siano diventati lo standard produttivo per la grande industria ex italiana.

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