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Apple smentisce l’acquisto di McLaren

22 settembre 2016
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Apple smentisce l’acquisto di McLaren

Per quanto gratificante possa essere, gestire un team di Formula 1 può rivelarsi un’impresa economicamente fallimentare, soprattutto se al blasone del nome McLaren non corrispondono risultati degni di nota, se le power-unit prodotte da Honda si rivelano meno potenti di una batteria montata su un vecchio telefono Nokia e se buona parte dei fondi destinati alla ricerca se ne va in fumo per pagare un ricco ingaggio a Fernando Alonso, a sua volta poco contento di arrabattarsi nelle milionarie retrovie del circus in attesa di sviluppi.

Facendo due più due per un numero incalcolabile di volte, in casa Apple hanno pensato che gettarsi a capofitto del mondo della Formula 1 avrebbe potuto rivelarsi un’operazione vantaggiosa, dal momento che l’azienda di Tim Cook dispone del capitale necessario a garantire il rilancio della McLaren (un po’ come accadde per la Red Bull anni or sono) e che il ritorno a livello di immagine potrebbe essere infinito, anche in un’ottica futura che prevede la casa della Mela alle prese con automobili elettriche di serie, magari senza pilota.

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Rimbalzate da più parti, le indiscrezioni relative ad un’acquisizione del team McLaren da parte di Apple sono state tuttavia smentite dalla stessa casa di Woking, che ha prontamente negato via Twitter l’esistenza di ogni forma di negoziato tra Apple e McLaren, dando il “la” al solito balletto incentrato su supposizioni, reticenze e ipotesi preventive.

Riportato inizialmente dall’autorevole Financial Times, lo scoop è stato, a seguito della smentita, rilanciato dal New York Times, secondo il quale Apple sarebbe effettivamente intenzionata a fare il suo ingresso in Formula 1, ma si troverebbe al contempo alla ricerca di una cordata di investitori utile a supportare il suo progetto e ad impedire che un’avventura in solitaria si trasformi in una sorta di buco nero, destinato ad inghiottire i lauti proventi derivanti dalla vendita di iPhone, iPad, iPod e tutto quanto inizi con la consueta “i” rigorosamente minuscola.

Trovandoci nell’impossibilità assoluta si smentire la smentita di Woking, non resta che attendere ulteriori sviluppi e cercare di comprendere se un eventuale ingresso di Apple in Formula 1 possa davvero giovare all’azienda e all’intero circus, compreso quel Fernando Alonso che percorre desolato la milionaria strada che conduce in direzione del doppiaggio con cadenza quindicinale.

 

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