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Ecclestone: l’incidente di Alonso è inspiegabile

6 marzo 2015
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Ecclestone: l’incidente di Alonso è inspiegabile

La principale differenza tra quell’ampia porzione di pubblico che prende genericamente il nome di “opinione pubblica” e il ristretto numero degli addetti ai lavori di una qualunque disciplina, consiste nel fatto che ai semplici spettatori è dato si osservare solo il risultato finale di uno spettacolo o di un prodotto, senza poter cogliere appieno logiche e meccanismi nascosti che si svolgono dietro le quinte.

Se, per tanto ,è più che legittimo che il comune appassionato di Formula 1 si trovi costretto a formulare ipotesi (spesso inverosimili) per trovare una spiegazione vagamente plausibile delle reali ragioni che hanno portato Fernando Alonso a schiantarsi durante i test di Barcellona, risulta un po’ meno legittimo e un po’ meno comprensibile che il massimo patron del Circus rompa il silenzio delle istituzioni motoristiche semplicemente per catalogare l’avvenuto come inspiegabile e per glissare su reali cause e motivazioni.

Dopo il silenzio coatto dai casa MacLaren in cui era stataesclusa la possibilità di un guasto meccanico, quella di una scossa partita dal kers, quella di un malessere del pilota, riducendo quasi l’accaduto ad un’illusione ottica,Bernie Ecclestone ha infatti liquidato l’accaduto come privo di reali spiegazioni e ventilato (letteralmente) lapossibilità che la commozione cerebrale riportata dall’Asturiano possa essere attribuita ad una forte raffica di vento (come sostenuto dal team), senza altre cause occulte o motivazioni legate a cedimenti strutturali o fisici.

Premesso che a nostro avviso, l’opzione legata al vento appare ancor meno verosimile di quella legata ad un flusso catalizzatore che ha trasformato la MacLren di Alonso in una De Lorean settata sul 1995,alla luce dei team radio e delle strane frasi pronunciate dal pilota prima dello schianto, la tesi appare volutamente oscurantista e ancor più fastidiosa se rapportata ad un silenzio colettivo che puzza tanto di complicità e connivenza.

In caso l’incidente non sia stato causato da un malore, ma da difetti di progettazione della vettura, sarebbe utile che la verità trapelasse prima dell’inizio del campionato del mondo, quantomeno per garantire quella sicurezza di piloti in nome della quale si è spesso arrivati ad un inutile riduzione del coefficiente di spettacolo in gara e all’adozione di regolamenti talmente ambigui che a noi, semplici appassionati, non è ancora riuscito di capire fino in fondo.

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