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Via libera alla Manor, Mehri secondo pilota

10 marzo 2015
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Via libera alla Manor, Mehri secondo pilota

Colui che per primo sancì che una vita piena ed entusiasmante doveva necessariamente contenere un pizzico di imprevedibilità e frequenti uscite dagli schemi preconcetti, probabilmente si sarebbe tagliato in lingua in caso gli fosse dato modo di assistere a come la Formula 1 moderna abbia stravolto il suo antico motto in nome di una totale assenza di certezze.

Dopo le telenovele che hanno accompagnato l’avvio degli ultimi campionati del mondo (indimenticabile quella del 2009 incentrata sulla legittimità delle Brawn, poi iridate) a pochi giorni dal via del Gran premio d’Australia a nessuno è dato ancora di sapere con esattezza se si correrà e chi si presenterà in griglia di partenza.

Se per quanto riguarda la possibilità di far slittare l’avvio del Mondiale legata alle polemiche sulla sicurezza post-incidente di Alonso, pare che un accordo tra team e organizzatori sia stato raggiunto, resta ancora il dubbio legato all’oggetto misterioso Manor, scuderia erede della Marussia, la cui (superflua) presenza in gara è ancora tutta da stabilire.

Stando ad un comunicato tutt’altro che ufficiale della Fia, la scuderia Manor dovrebbe trovarsi regolarmente al via della stagione 2015 con la coppia di piloti formata dal già annunciato Will Stevens e dalla novità dell’ultima ora, rappresentata dal 23enne iberico Roberto Mehri, la cui presenza nel team è stata comunicata proprio in queste ore dalla squadra erede della Marussia.

Premesso che, a nostro avviso, consentire a vetture assolutamente non competitive di prendere parte ad un Mondiale di Formula 1 significa semplicemente apporre zavorra (poco) mobile sui circuiti ecomplicare le operazioni di doppiaggio sui tracciati cittadini, sarebbe comunque opportuno poter iniziare un campionato con la piena consapevolezza relativa alla lista dei partecipanti, senza doversi affidare ad improbabili telecronache nostrane per capire l’identità di colui che intralcia suo malgrado l’andatura dei primi in gara.

Accogliendo dunque con moderatissimo gaudio quella che pare una schiarita nell’ennesima vertenza politica legata al circus, non resta che supporre che l’antico inventore dell’assunto che prevede una doverosa aggiunta di imprevedibilità alla vita, potesse trovarsi ad essere in qualche modo imparentato (sempre suo magrado) con Ecclestone e compagni.

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