Salute e Benessere
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Alcol, beve quotidianamente un Italiano su cinque

13 aprile 2017
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Alcol, beve quotidianamente un Italiano su cinque

A differenza delle sigarette e dei prodotti da tabacco, che “fanno male” sempre e comunque, l’alcol rappresenta una sorta di spada di Damocle destinata a pendere sopra la testa dei consumatori vita nautral durante, secondo uno schema che prevede un consumo moderato alla stregua di un elemento innocuo (o addirittura benefico), mentre l’abuso conduce in direzione di danni organici di entità enorme e spesso irreversibili.

Stando ad una recente fotografia dell’Italia alcolica scattata dall’Istat, pare che il nostro Paese abbia degli ottimi motivi per rallegrarsi, di fronte al rischio di una piaga sanitaria e sociale un tempo ben presente, ma nuovi spunti di preoccupazione con i quali fare i conti, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette nuove generazioni.

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Se il consumo totale di sostanze alcoliche risulta essere in forte calo e con esso il numero degli adolescenti che si proclamano consumatori abituali di alcolici e superalcolici, sceso dal 29% del campione censito ad un più rassicurante 20,4%, crescono per converso quei fenomeni legati al binge drinking e alla diminuzione dell’età media dei “neofiti” che dovrebbero imporre l’intervento, da operarsi in sede informativa, della autorità mediche nostrane.

A fronte di stime complessive che attestano come solo un Italiano su cinque dichiari di consumare alcolici con cadenza quotidiana, cresce il numero di coloro (soprattutto giovanissimi) che attende con ansia il fine settimana per ubriacarsi, secondo gli schemi legati all’ingestione compulsiva che rappresentano una fonte di pericolo maggiore rispetto ad un consumo moderato giornaliero.

Il rapporto dell’Istat ha mostrato inoltre come il consumo di alcolici non rappresenti un’eccezione poi tanto sporadica per i ragazzini di soli 11 anni e come sull’abbassamento complessivo dell’età in cui si dà il via alle prime bevute influisca il comportamento dei genitori, secondo uno schema che prevede il 30,5% dei figli di genitori dediti all’alcol (in modo assolutamente non moderato) trovare una spinta morale al consumo proprio tra le mura domestiche.

Con l’intento di porre fine a quel drammatico fenomeno legato al binge drinking e di cercare di spostare l’asticella anagrafica relativa alle prime bevute, il censimento Istat si trova già al vaglio degli organi ministeriali e sanitari nostrani, dai quali partirà il consueto appello alla moderazione, finalizzato a far comprendere come quella spada di Damocle rappresentata dall’alcol sia sempre pronta ad abbattersi sulle teste dei consumatori non più in grado di controllarsi.

 

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