Salute e Benessere
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Amcli: è allarme sulla ricerca degli antibiotici

20 ottobre 2015
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Amcli: è allarme sulla ricerca degli antibiotici

Il rapporto che definisce l’accesso ai farmaci degli Italiani è piuttosto strano e decisamente contraddittorio: a fronte di un numero crescente di soggetti che rifuggono i vaccini, come se fossero il frutto di un complotto finalizzato all’estinzione del genere umano, cresce invece il numero di coloro che ricorrono agli antibiotici senza averne alcun bisogno, con il risultato di dare vita a batteri sempre più resistenti e ad organismi sempre più deboli.

Proprio sul duplice versante, legato a vaccini e antibiotici, è  incentrato il congresso dell’Amcli (Associazione Microbiologici Clinici Italiani) in corso di svolgimento a Rimini, dal quale è emersa la necessità di intervenire su due fronti che potrebbero presto rivelarsi fatali, seppur con modalità e tempistiche diametralmente opposte.

Secondo i microbiologi italiani, parallelamente ai doverosi interventi ministeriali e regionali volti al ripristino di una copertura vaccinale messa a cura prova da cattiva informazione e allarmismo sociale, urge infatti un rapido intervento sul versante degli antibiotici, prima che l’abuso dia vita a nuove classi di batteri resistenti alle terapie in uso e che i fenomeni da assuefazione portino l’organismo umano a non riconoscere l’effettiva minaccia quando si manifesta davvero.

Secondo gli esperti intervenuti al convegno, le case farmaceutiche avrebbero abbandonato la ricerca di nuove classi di antibiotici, focalizzandosi su prodotti considerati più remunerativi e dando così origine ad una situazione in cui i batteri sono ormai completamente resistenti di fronte all’azione dei farmaci obsoleti presenti in commercio e non esiste, d’altro canto, una nuova classe di antibiotici in grado da fungere da contraltare alla perdita di efficacia delle terapie tradizionali.

Per sopperire all’emergenza è necessario che “Big Pharma” riponga un rinnovato interesse verso la microbiologia, favorendo l’ingresso di esperti nei laboratori delle grandi ditte farmaceutiche ed unendo le forze al fine di individuare al più presto una molecola in grado di debellare le infezioni causate dai batteri ultra resistenti.

Allo stato attuale, la ricerca di nuove categorie di prodotti antibiotici si trova infatti interamente nelle mani di piccoli laboratori indipendenti, ai quali mancano gli strumenti e le risorse per trovare il bandolo dell’annosa matassa e per poter contrastare la minaccia generata da microrganismi che necessiterebbero invece di un interesse su scala globale.

La speranza è dunque che le case farmaceutiche trascurino per un attimo la voce legata al bilancio e si mettano disposizione di una ricerca condotta in armonia con i principi che hanno ispirato la nascita della medicina moderna, mentre le autorità sanitarie combattono la loro battaglia per rendere l’accesso al farmaco degli Italiani un po’ meno confuso e contraddittorio.

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