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Contraccettivi: metodi poco sicuri per una donna su quattro

27 settembre 2016
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Contraccettivi: metodi poco sicuri per una donna su quattro

Probabilmente, colui (o colei) che per primo inventò il preservativo, tutto avrebbe immaginato fuorché di assistere all’avvento di una società che, all’alba del 2016, si trova ancora costretta a produrre spot pubblicitari per spiegare alle donne che il celeberrimo “salto della quaglia” (perdonate l’espressione) non rappresenta un metodo contraccettivo valido e dotato di un coefficiente di efficacia tale da venire preso in considerazione.

In caso vi siate trovati ad assistere alla suddetta pubblicità progresso e un senso di sbigottimento vi abbia colpito, l’esigenza del recente spot trae origine da inquietanti statistiche che affermano come una donna italiana su quattro decida di votarsi in direzione di metodi contraccettivi gran poco ortodossi o del tutto insicuri.

Giornata Mondiale della Contraccezione

Nonostante preservativi, pillole e spirali siano ormai ampiamente stati sdoganati da decenni e non esista un solo ginecologo in Italia che ne sconsigli l’utilizzo (salvo in casi di pregressa condizione patologica), una recente indagine condotta per conto della SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) ha mostrato come il 42% delle Italiane non utilizzi nessun metodo contraccettivo, mentre un quarto del totale censito si affidi alla pratica del coito interrotto (17,5 %), a metodi naturali del tutto privi di alcun fondamento scientifico (4,2 %) o addirittura a quella buona sorte (3,1 %) che trasforma ogni rapporto sessuale in una sorta di roulette, sulla cui ruota potrebbe agevolmente uscire una gravidanza indesiderata e il proverbiale “les jeux sont fait”.

A fronte di un’esigua percentuale di Italiani, pari al 16,7%, che impiega i contraccettivi nel modo corretto, la recente Giornata Mondiale della Contraccezione ha dunque visto il fiorire di iniziative rivolte a sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica che pare investire in modo sempre più marcato l’universo degli under 30 e che culmina spesso con interruzioni di gravidanza e altre pratiche decisamente sgradevoli e invasive.

Con la speranza che la Giornata Mondiale abbia almeno in parte colto nel segno, l’invito è quello a scegliere il metodo contraccettivo che più si addice alle esigenze individuali e di coppia, senza cercare di sfidare ulteriormente la sorte o ritenere che l’antichissimo salto della quaglia risulti alla stregua di un metodo infallibile.

 

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