Salute e Benessere
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Dopo il morbillo, si torna a parlare del tetano

29 giugno 2017
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Dopo il morbillo, si torna a parlare del tetano

In un mondo che è riuscito a relativizzare persino la matematica e che arriverà presto a sostenere che 2+2 in realtà fa 5 e che le case farmaceutiche ci hanno tenuto nascosta questa rivelazione shock per mandare in tilt il nostro cervello, pare che gli agenti infettivi, siano essi virali o batterici, possano allegramente festeggiare l’entrata in vigore di questa insolita “democrazia” del web e tornare a proliferare dopo decenni passati in sordina ad aspettare il rischio legato all’estinzione.

Non passa ormai giorno, infatti, in cui le cronache nostrane non si trovano infarcite di casi sanitari, piuttosto drammatici, all’insegna del morbillo, patologia considerata banale dai nuovi Pericle del web che in realtà miete vittime ad ogni latitudine e sfrutta agevolmente pregresse condizioni di immunodeficienza per scatenare un vigore tutt’altro che banale o passeggero.

tetano oristano

Accade così che, mentre l’Italia si trova ancora intenta a discutere su chi, come e perché abbia contagiato il bimbo malato di leucemia morto a seguito del morbillo (come se la cosa avesse una qualche importanza), un’altra bambina di soli nove sia morta a causa delle complicazioni della medesima patologia, prodotte a partire dalla presenza di una malattia genetica che rendeva il sistema immunitario della piccola non in grado di reagire adeguatamente all’infezione.

Certo, obietterà qualcuno, in entrambi i casi di decesso ci si trova di fronte a casi limite, legati a pregressi quasi clinici non certo rose e fiori, ma tutto ciò non scalfisce minimamente una realtà dei fatti che vedrebbe i due bambini ancora in vita se qualcuno fosse stato tanto accorto da far vaccinare i propri figli e se l’ormai celeberrima immunità di gregge avesse potuto tutelare le due vittime.

Come se il morbillo non bastasse, dopo un silenzio durato oltre trent’anni, è tornato a fare capolino nel nostro Paese persino il tetano, ben lieto di intrufolarsi nell’organismo di un bambino di Oristano, ovviamente non vaccinato, e di riportare a galla timori e paure talmente obsoleti da spingere i più giovani a spulciare Wikipedia, in cerca di informazioni relative alle modalità di trasmissione e al quadro sintomatologico di riferimento.

Inutile dire come tutti i casi in questione fossero accomunati dal rigetto di quei vaccini che solo possono tenere sotto controllo la proliferazione degli agenti patogeni e che da soli possono impedire che 2+2 faccia magicamente 5, per il capriccio di che ritiene che la democrazia possa davvero alterare l’opinione di virus e batteri.

 

 

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