Salute e Benessere
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Kieran: il ragazzo che ha ricevuto in dono un paio di orecchie

8 giugno 2015
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Kieran: il ragazzo che ha ricevuto in dono un paio di orecchie

Come avviene per la maggior parte delle cose che investono i nostri ambiti di vita quotidiana, spesso ci rendiamo conto dell’importanza di un dettaglio solo quando viene a mancare e ogni anomalia percepita in un quadro di insieme non lineare appare ai nostri occhi legittimamente enorme e insormontabile.

Se tutti noi diamo per scontata la presenza di padiglioni auricolari, più o meno grandi, collocati nella loro sede naturale, esistono purtroppo al mondo numerosi soggetti affetti da una rara patologia, definita come “microzia”, che per avere i banalissimi padiglioni sarebbero disposti a carte false e e per i quali l’assenza di un dettaglio estetico si trasforma in un incubo estetico e funzionale.

Grazie ad una lunga serie di interventi chirurgici che hanno reso al sua infanzia simile ad un calvario ospedaliero, il piccolo Kieran Sorkin, cittadino inglese di nove anni, ha potuto finalmente porre rimedio ad un ostacolo percepito come insormontabile e dotarsi di un paio di orecchie del tutto normali, senza dover ricorrere, come accade nella maggior parte dei casi analoghi, a protesi invasive o ad altri artifici del tutto temporanei.

Il bambino, nato senza padiglioni auricolari a causa di una grave forma di microzia natale, ha infatti potuto coronare il suo sogno di avere un paio di orecchie grazie alla pazienza e all’abilità di numerosi chirurghi estetici inglesi che sono riusciti a ricostruire i padiglioni auricolari mancanti grazie ad un sofisticatatecnica che prevede il prelievo di cartilagine dalle costole, impiegata per costruire lo “scheletro” delle orecchie e a porzioni di tessuto di cuoio capelluto, grazie alle quali è stato possibile rivestire la cartilagine impiantata e conferire sembianze del tutto “comuni” alle nuove orecchie.

Ad affliggere il bambino durante i primi anni di vita, era stata una sostanziale percezione di inferiorità rispetto ai suoi coetanei, legata soprattutto all’impossibilità di indossare occhiali da sole, situazione ritenuta come abbastanza trascurabile, da tutti coloro che si trovano nella condizione di non doverne malauaguratamente sentire la mancanza, come spesso accade per tutto ciò che reputiamo alla stregua di un dettaglio.

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