Salute e Benessere
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L’amore delle mamme aiuta lo sviluppo dell’ippocampo

29 aprile 2016
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L’amore delle mamme aiuta lo sviluppo dell’ippocampo

Ammesso che esista qualcosa che possa venire definito come “intelligenza”, la sua natura risulta essere il prodotto di una compenetrazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali che spinge il cervello a creare interconnessioni tra elementi esterni apparentemente alieni (inter-legere significa proprio questo) e a risolvere problemi con maggiore facilità.

Se la possibilità di intervenire sul corredo cromosomico dei nascituri al fine di renderli più intelligenti appare evidentemente una chimera o, al massimo, materiale da impiegare in un film dell’orrore incentrato su tecniche eugenetiche, pare invece che tra i numerosi fattori ambientali che influenzano lo sviluppo del cervello vi sia anche quell’infinito amore materno che dovrebbe venire dispensato in abbondanza ai pargoli secondo la più basilare legge di natura.

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Andando ad analizzare le fasi dello sviluppo cerebrale di un campione pari a 127 bambini in età pre-scolare, i ricercatori della Washintgon University hanno infatti scoperto che, laddove l’amore materno era stato più presente e marcato, vi era un maggior sviluppo dell’area cerebrale denominata ippocampo, alla quale vengono tradizionalmente associate le facoltà cognitive e la possibilità di avere un’intelligenza complessiva piuttosto rapida e flessibile.

Secondo gli autori dello studio, coloro che si sono trovati a convivere con genitori più distaccati e meno propensi a dispensare affetto durante le prime fasi della loro vita hanno invece accumulato una sorta di ritardo cognitivo destinato a riverberarsi anche in età adulta.

Logicamente, tutti quei comportamenti riconducibili all’ambito degli eccessivi rimproveri e delle punizioni fisiche risultano pienamente ascrivibili all’ambito della freddezza genitoriali e risultano dunque sconsigliabili, almeno se si desidera avere un figlio munito di quello strano e oscuro attributo al quale conferiamo da secoli il nome di “intelligenza”, senza avere ancora esattamente capito in cosa essa risieda.

 

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