Salute e Benessere
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Rinvenute tracce di amianto nella pasta per bambini Das

30 dicembre 2015
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Rinvenute tracce di amianto nella pasta per bambini Das

Mentre la comunità scientifica si interroga da anni sulle ragioni che hanno prodotto la recente esplosione tumorale, attribuendo forse importanza esagerata ad alimentazione ed inquinamento, si scopre chenumerosi prodotti industriali di uso comune erano zeppi di veleni e agenti cancerogeni e che la tendenza non ha risparmiato nemmeno quel versante legato all’infanzia in cui tutto dovrebbe essere rigorosamente atossico.

Dopo la diossina nelle falde acquifere e l’eternit tra le mura domestiche, uno studio scandinavo pubblicato sulla rivista Scandinavian Journal of Work Environment and Health ha infatti mostrato come la pasta modellante Das, piuttosto in voga tra i bambini intorno alla metà degli anni ’80, si trovasse ad essere farcita con tracce di fibra di amianto, con conseguente pericolo per la salute per tutti quei giovanissimi individui che erano soliti modellarlo a mani nude.

Grazie alla collaborazione offerta da alcuni ex dipendentidell’azienda produttrice, la fiorentina Anica Pongo di Lastra a Signa, è stato infatti possibile riaprire un capitolo che pareva chiuso con il fallimento della ditta, avvenuto nel 1993, e giungere così ad un’accurata analisi della pasta Das, arricchita con la preziosa testimonianza di chi aveva contribuito alla genesi del prodotto industriale.

Lo sconcertante studio ha dunque mostrato come il prodotto per l’infanzia venisse realizzato attraverso l’impiego di materiali tossici e come tracce di amianto presenti in quantità non irrilevanti rappresentassero lo standard produttivo, appurato, oltre che in fase di analisi, da numerose fatture atte a testimonaire come l’azienda toscana fosse solita acquistare ingenti quantità di amianto per poi riutilizzarle nei propri lavorati.

Senza voler gettare nel panico un’intera generazione cresciuta dando forma ai propri sogni attraverso la pasta, lo studio mira ad aprire nuovi armadi colmi di scheletri e a mostrare come non tutte le morti sospette e i casi di tumore registrati nell’ultimo decennio risultino interamente ascrivibili al cibo e all’inquinamento ambientale.

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