Scienza e Tecnologia
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Anonymous, la Nasa e gli alieni

27 giugno 2017
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Anonymous, la Nasa e gli alieni

In base a qualche strana alchimia, il genere umano tende a preoccuparsi molto di più di presunte forme di vita intelligenti collocate agli angoli più bui di qualche galassia, rispetto alle specie viventi che popolano il Pianeta Terra e a pendere così dalle labbra di coloro, Nasa in primis, che potrebbero un giorno annunciare la scoperta di altre forme di vita nell’Universo.

Se l’esistenza degli alieni rappresenta dunque, da oltre un secolo, un fervente motivo di discussione e la fonte per la messa in atto di scherzi spesso geniali, ad Anonymous (ammesso che la rivendicazione sia vera) è venuta l’idea di simulare un attacco ai database informatici della Nasa e di rivelare al mondo la lieta novella, andando ad anticipare quanto, a loro dire, si troverebbe in procinto di fare la stessa agenzia aerospaziale americana.

anonymous nasa

Rapidamente diventato virale a ogni latitudine, il video annuncio di Anonymous in realtà non possiede il minimo elemento di serietà, dato che al momento non esiste alcuna prova di una forma di vita collocata al di là dei confini della Terra e che se la suddetta forma di vita esistesse (cosa comunque probabile) la possibilità di mettersi in contatto con noi cozzerebbero con un centinaio di leggi della fisica, prima tra tutte quella che sostiene che nessuna informazione più viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce.

Presa talmente sul serio dagli internauti di tutto il mondo, la boutade di Anonymous (ammesso, tra l’altro, che si tratti davvero di Anonymous) ha imposto alla Nasa una secca, quanto ovvia, smentita, con l’astrofisico Thomas Zurbuchen pronto a correre su Twitter per ribadire come la Nasa non abbia in serbo nessun annuncio relativo alla scoperta di una qualunque forma di vita extraterrestre.

Alimentata dal recente rinvenimento di pianeti con una conformazione simile a quella della Terra, molto probabilmente collocati in un livello spazio-temporale risalente a milioni o miliardi di anni fa (sempre in virtù della sopracitata legge relativa alla velocità della luce), la psicosi legata agli alieni ha dunque fatto la sua comparsa anche in un’era hi-tech, spingendo ancora una volta l’umanità a trasformare una naturale e legittima curiosità nell’occasione per gridare al complotto e spostando l’attenzione verso luoghi troppo lontani per essere davvero compresi, a differenza di quanto accade in sordina sul bistrattato Pianeta Terra.

 

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