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Facebook: ecco la prima bufala segnalata

6 marzo 2017
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Facebook: ecco la prima bufala segnalata

All’indomani dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati uniti, numerose testate online e aggregatori di notizie avevano segnalato il fatto che il neo-eletto facesse uso di un obsoleto smartphone Samsung Galaxy S3 e che, per tanto, le sue conversazioni personali si trovavano a rischio di violazioni, nonostante lo stesso Trump avesse dichiarato a più riprese di non affidare i suoi contenuti segreti a strumenti tecnologici di varia natura, ma di preferire un ancor più obsoleto sistema di pizzini e post-it.

Accolta con una colossale indifferenza da tutte le persone di buon senso disseminate per il Pianeta Terra (esistono migliaia di ragioni per essere in disaccordo con Trump, ma marca e modello del suo telefono non rientrano certamente nel novero) la notizia-gossip spacciata per contenuto dall’interesse planetario è destinata a far parlare ancora di sé in quanto, oltre che non interessante, pare sia persino assolutamente falsa e degna di divenire la prima bufala certificata della storia di Facebook.

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A seguito dell’introduzione di un sistema anti-fake news su Facebook che prevede la certificazione da parte di enti esterni al sito per tutte le notizie segnalate come sospette, la gigantesca montagna ha finalmente partorito il suo primo topolino, andando ad apporre l’agognato sigillo di (non) garanzia proprio sul post incentrato su Trump e sul suo vecchio telefono.

In sostanza (per chi si fosse perso le puntate precedenti), dopo che numerose organizzazioni governative hanno intimato Facebook di porre un argine al dilagare di bufale e notizie false sul sito, imputando alle falsità online lo stravolgimento del quadro politico mondiale, Zuckerberg ha deciso di applicare una sorta di salomonica via di mezzo tra il bando totale delle remunerative bufale e il nulla di fatto attuale, andando ad apporre un sigillo che identifica ogni bufala come “notizia probabilmente falsa” sulla base, appunto degli esiti riportati da parte di una commissione costituita da giornalisti non stipendiati dalla stessa Facebook Inc, e dunque imparziali.

Dopo vari test, il filtro anti-bufale (che arriverà presto in Italia) ha finalmente segnalato la sua prima notizia falsa, riportando a galla, per ironia della sorte, proprio una bufala innocua e caduta nell’indifferenza generale, quantomeno tra le persone di buon senso che ancora abitano il Pianeta Terra.

 

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