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Facebook, prete “spara” alla Camusso

6 marzo 2017
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Facebook, prete “spara” alla Camusso

Persino le persone più irreprensibili, serie e ligie si sorprendono ogni tanto a fare cose assolutamente stupide e prive di logica, dato che in ognuno di noi esiste una componente infantile ineliminabile che affiora sovente nel segreto delle nostre stanze vuote e che si esplica in una serie di pensieri e azioni dei quali ci vergogneremmo volentieri se qualcuno potesse vederci o sentirci.


Purtroppo, l’ideazione dei social networks ha fatto in modo che il sacro confine tra pubblico e privato venisse meno e con esso l’arcaica volontà di tenere celato il nostro lato “stupido”, ormai divenuto di pubblico dominio attraverso una serie di post, filmati e immagini postate su Facebook che ci ritraggono intenti a compiere e scrivere autentiche idiozie nella speranza di movimentare un po’ le nostre giornate andando a suscitare il plauso o l’indignazione di chi la pensa come noi o di chi invece ci disapprova del tutto.

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Ultimo episodio di una galleria degli orrori del tutto paragonabile al campionario di un circo di fine ‘800, il post di un parroco di Vibo Valentia sta suscitando indignazione e risentimento in tutta la Penisola e portando (ancora una volta) le autorità nostrane ad interrogarsi sull’opportunità di rivedere e ripensare il nostro accesso allo strumento digitale.

Probabilmente stanco della monotonia della sue giornate, il parroco di Vibo Valentia ha infatti deciso di farsi immortalare mentre si trovava intento a “sparare”, con una pistola giocattolo, alla televisione, quando l’apparecchio risultava sintonizzato su un discorso del segretario generale della CGIL Susanna Camusso e di postare il tutto su Facebook con l’aiuto di un suo amico.

Condendo il tutto con l’oscena dicitura “Io questa me la farei. Fuori”, Don Pippo è rapidamente assurto alle cronache nazionali per via di un gesto che risulta palesemente lesivo non solo dell’immagine della Camusso, ma anche della professione svolta dal protagonista della foto e di quel proverbiale atto di “porgere l’altra guancia” che poco collima con l’uccisione simulata di sindacalisti e consimili.

In attesa che qualcuno apponga un filtro, un freno o uno stop di qualunque natura alla continua auto-mortificazione del genere umano condotta attraverso i social networks, la speranza è quella che il comune senso di pudore e vergogna torni a fare capolino negli autori del post incriminati e che la nostra ineliminabile componente di idiozia torni ad esplicarsi al riparo da sguardi e occhi indiscreti.

 

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