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La carta del futuro si ricava dalle bottiglie di plastica vuote

17 febbraio 2015
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La carta del futuro si ricava dalle bottiglie di plastica vuote

Per quanto possa risultare affascinate l’idea di un cultura digitale sempre a portata di mano e accessibile con un click a qualunque latitudine del globo terrestre, chiunque sia nato in un’era in cui di “digitale” c’erano solo le impronte lasciate dagli assassini sul luogo del delitto, non può fare a meno di provare un sottile brivido lungo la schiena pensando al fruscio della carta stampata e a quell’odore di inchiostro fresco di prima mattina che aveva accompagnato la sua infanzia.

Piccolo problema: a differenza del versante digitale, il comune mondo della scrittura e della lettura si basa su un eccidio continuo di piante, alberi ed arbusti, per i quali l’avvento di e-reader e tablet vari ha rappresentato una sorta di paradisiaca liberazione da tutte le sofferenze inflitte loro fin dai tempi degli scriba egizi.

Con l’intento di accontentare tanto i lettori più vetusti, quando le esigenze di sopravvivenza del regno vegetale, un gruppo di ricercatori messicani è riuscito a mettere a punto un innovativo sistema di smaltimento dei rifiuti che consente di ottenere carta da scrivere a partire da comuni bottiglie vuote di plastica, destinate altrimenti all’abbandono.

Il processo produttivo che consente di ottenere carta ad impatto ambientale prossimo alla zero, si basa sull’impiego di un’inedita metodologia di riconversione dei rfiuti  incentrata sulla compressione e sulla combustione degli scarti plastici effettuata mediante l’aggiunta di carbonato di sodio durante il processo.

In sostanza, pressando delle normalissime bottiglie di plastica vuote all’interno di una soluzione a base di acqua (poca) e bicarbonato di calcio (molto), risulta possibile dare vita ad un particolare composto organico che, una volta fuso ad elevate temperature, risulta pienamente funzionale a dar vita alla nuova genia di carta green.

Oltre al risparmio in termini di patrimonio forestale, pare addirittura che la carta ottenuta in Messico risulti essere impermeabile ed infrangibile, apportando così vantaggi non solo all’eco-sistema ma anche al versante rappresentato dalla possibilità di redarre documenti a prova di manomissioni e distruzione.

Alcune aziende spagnole e taiwanesi hanno già manifestato la loro volontà di avviare una produzione su larga scala della nuova “carta minerale”, consentendo così in tempi brevi un’alternativa sostenibile a tutti coloro per i quali la lettura in digitale equivale ad una bestemmia e la parola tablet fa rima solo con un solenne mal di testa, cosnseguito a qualunque latitudine del globo terrestre.

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