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Le Google Car ora riconoscono anche la presenza dei bambini

6 novembre 2015
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Le Google Car ora riconoscono anche la presenza dei bambini

Per comprendere a fondo quante variabili incalcolabili e quanti fattori di pericolo si annidino mentre siamo alla guida, è sufficiente fare una capatina per strada e cercare di schivare automobilisti in ritardo, segnaletica stradale ambigua, rotonde messe a casaccio e ovviamente tutti quei bambini che, incuranti del pericolo, saltellano allegramente verso l’entrata della scuola o dell’asilo, tenendosi per la mano come se non ci fosse un domani.

Sul fatto che tutti noi siamo perfettamente in grado di riconoscere i bambini e di rallentare a dovere nei pressi degli istituti scolastici, dovrebbe non esserci dubbio alcuno, mentre resta ancora da stabilire se le medesime accortezze possano essere in atto da quel complesso software che determina il funzionamento delle Google Cars e di tute le vetture prive di conducente.

Giusto per ribadire quanto i 48 esemplari di Google Car attualmente in circolazione nelle assolate strade dellaCalifornia si trovino ad essere efficienti e sicuri, in occasione di Halloween i responsabili dell’azienda di Mountain View hanno offerto un’ampia dimostrazione atta ad attestare come i sensori presenti sulle vetture non solo riconoscano i bambini, ma si dimostrino persino più prudenti del guidatore umano medio, regolando la velocità in caso di pericolo e facendo molta attenzione alle piccole e spensierate vite che potrebbero attraversare la strada senza troppe precauzioni.

Dopo aver sfidato i genitori a far transitare serenamente i piccoli davanti alle Google Car in movimento, le vetture del futuro paiono avere superato un ulteriore test nella lunga strada che conduce in direzione di un loro effettivo sdoganamento e di quella diffusione planetaria attualmente resa impossibile da obsoleti codici della strada e da quella diffidenza che circonda i robot alla guida dall’anno di uscita di 2001: Odissea nello spazio.

Una volta appurato che i 16 incidenti riportati dalle Google Car nel corso degli oltre 2 milioni di km percorsi in questi anni non risultano ascrivibili alle responsabilità della vettura o del pilota automatico, il più grande ostacolo è rappresentato proprio dall’abbattimento della burocrazia vigente, autentica variabile impazzita in una strada già densa di pericoli senza il bisogno di leggine e cavilli.

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