Scienza e Tecnologia
Like

L’Europa propone di vietare Facebook ai minori di 16 anni

16 dicembre 2015
819 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
L’Europa propone di vietare Facebook ai minori di 16 anni

La lunga serie di divieti e restrizioni rivolti agli adolescenti nasce non tanto per ribadire il discrimine tra infanzia ed età adulta, quanto per proteggere i soggetti non ancora maggiorenni di fronte a possibili pericoli difficilmente gestibili senza il ricorso a quell’esperienza e a quella maturità mentale che denotano (o dovrebbero denotare) gli anni successivi.

Data la novità della cosa, risulta ancora difficile stabilire la potenziale pericolosità di Facebook e di servizi internet analoghi per quel complesso mondo di adolescenti che si trova quotidianamente amettere in Rete dati e informazioni sensibili senza troppe precauzioni e che potrebbe, un giorno, trovarsi alle prese con problemi di privacy o con ingerenze indesiderate condotte proprio a partire dalla scia lasciata sul Web.

Volendo tagliare la testa al virtualissimo toro, l’Unione Europea ha recentemente proposto di vietare l’accesso su Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp e consimili a tutti i minori di anni 16, salvo in caso di esplicito consenso dei loro genitori e della piena assunzione di responsabilità da parte di mamma e papà.

La proposta, che potrebbe presto diventare realtà e venire imposta a tutti gli stati membri, comporterebbe dunque ildivieto di accesso agli adolescenti per tutti quei servizi internet che trattano i dati sensibili dei loro utenti (spesso in modo non proprio ortodosso) ed equiparerebbe dunque Facebook, Twitter e WhatsApp ad una sala da gioco, allo studio di un tatuatore o ad un qualunque posto ritenuto “poco sicuro” per un pubblico di minori non accompagnato.

Premesso che, di fatto, l’eventuale entrata in vigore della norma cambierebbe gran poco rispetto allo scenario attuale, data la facilità di impiegare pseudonimi o profili fasulli, anche in caso di mancato consenso genitoriale, a cambiare davvero sarebbe il rapporto che lega l’UE con le maggiori piattaforme americane, sempre più nell’occhio del ciclone per la loro tendenza a servirsi di dati sensibili con troppa leggerezza e per scopi non ancora del tutto chiariti.

In attesa che il dibattito in Aula inizi, pare dunque che la lunga serie di divieti imposti ai minori sia destinata ad arricchirsi di un inedito versante online, ormai considerato pericoloso e poco gestibile per un pubblico di utenti privo di quell’esperienza necessaria ad evitare insidie e raggiri.

[adrotate banner=”5″]

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi