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Passwords: ecco le più banali e come evitarle

22 gennaio 2015
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Passwords: ecco le più banali e come evitarle

Fatta eccezione per i pochi portali che richiedono all’utente di generare una password in grado di rispettare una serie di criteri alfa-numerici talmente complessa da richiedere il ricorso ad un algoritmo, la troppa libertà concessaci al momento di ideare una chiave di sicurezza online pare inevitabilmente destinata a tradursi nella genesi di banalità assolute e di combinazioni accessibili persino ad un bambino alle prese con il suo primo computer.

Secondo uno studio condotto da SplashData, azienda americana esperta in sicurezza informatica, la password più usata dagli internauti di tutto il mondo durante l’anno solare appena conclusosi consiste in quella sequenza numerica “123456” che primeggia in vetta ad ogni classifica dal giorno stesso in cui è stata inventata la Rete e che pare resistere nel cuore degli utenti anche a seguito di crescenti preoccupazioni riguardanti la violabilità degli account personali.

Se la scelta di delegare la difesa dei propri amatissimi dati sensibili ad una sequenza numerica prossima al ridicolo può suscitare orrore negli utenti più “navigati”, vi basti sapere che la seconda password più gettonata a livello mondale è rappresentata dall’assiomatica parola “password”, che rappresenta per sua stessa natura uno zerbino di benvenuto posto davanti al proprio portone di casa per accogliere ladri e hackers a braccia aperte.

Nella lista degli orrori informatici non manca il riferimento alle proprie passioni e ai propri interessi, con la scelta di parole come “football”, “baseball” o “formula1” che risulta costantemente presente nella particolare classifica delle passwords più usate da utenti che, magari, arricchiscono l’invito alla violazione infromatica disseminando il mondo dei social networks di indizi relativi alla loro personalità; giusto per fare sapere agli hackers in erba su cosa concentrarsi esattamente al momento della violazione.

Nella lista delle 25 password più usate redatta da DataSplash hanno fatto la loro comparsa anche riferimenti a supereroi dei fumetti come “batman” o “superman” ed un ambiguo “6969669” (22esimo posto) che più che un riferimento intimo a date di nascita e ad anniversari vari, pare alludere a gusti e preferenze dalle tinte decisamente rosse.

Gli esperti invitano logicamente ad aborrire come la peste tutte le soluzioni incentrate sull’utilizzo di una singola parola (soprattutto se riferita ad ambiti banali o popolari) e concentrarsi invece su soluzioni complesse, basate su sofisticate alternanze alfa numeriche e incentrate sul riferimento ad una situazione personale comunque agevole da ricordare.

Se si ama il calcio, ad esempio, si possono incrociare le prime lettere (meglio se maiuscole e minuscole) della propria squadra del cuore con particolari numeri riferiti ad altrettanti successi in ordine sparso; oppure laciare perdere direttamente e decidere di affidarsi in modo esclusivo a quei pochi portali che propongono la soluzione di algoritmi ed equazioni differenziali come condizione indispensabile alla registrazione.

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