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Gerd Müller colpito da Alzheimer, calcio mondiale sotto choc

7 ottobre 2015
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Gerd Müller colpito da Alzheimer, calcio mondiale sotto choc

All’indomani del secondo conflitto bellico, il recupero di credibilità internazionale tedesco è passato anche e soprattutto attraverso le gesta di quelle storiche nazionali che, partire dal lontano 1954 hanno saputo scrivere pagine sensazionali della storia del calcio e sdoganare l’immagine di un popolo tenace, coriaceo e divenuto insolitamente goliardico, persino sul terreno di battaglia di un campo verde.

Molto più della nazionale vittoriosa nel 1954, grazie ad una scarsa prestazione in finale degli ungheresi, sono stati stato il granitico blocco del 1974 e la sua icona assoluta a contribuire la rilancio tedesco, quel Gerd Müller munito di lunghi capelli e lunghe basette che ha saputo attrarre le simpatie persino del grande pubblico ammaliato dal calcio totale olandese e dai playboys in arancione.

Come in una triste favola, l’epopea di Gerd Müller è purtroppo finita all’interno di una clinica, dove il campionissimo si trova rinchiuso per aver contratto il morbo di Alzheimer a soli 69 anni (compirà 70 anni il 3 novembre prossimo), circondato dall’affetto dei suoi familiari e da quelli dei dirigenti del Bayern Monaco, Rumenigge in testa, primi ad essere colpiti dalla tragedia per ovvie ragioni di appartenenza societaria.

Come spesso accade in un mondo fatto di rivalità e confronti, ma denso di solidarietà una volta dismesse le casacche,l’intero mondo del calcio si trova sotto choc per la rapida comparsa della patologia che ha colpito Müller, patrimonio vivente dell’intera umanità calcistica con le sue 787 partite, i suoi 730 gol segnati e gli innumerevoli titoli sollevati al cielo prima che l’altro Müller tornasse a rinverdire i fasti tedeschi in Brasile.

Con la speranza che la ricerca di settore possa presto giungere ad una soluzione per la tremenda patologia e produrre un alleviamento del quadro sintomatologico per tutti i malati, ci uniamo al triste coro di chi teme che il morbo di Alzheimer possa rapidamente cancellare dalla mente del piccolo campione tedesco i preziosi ricordi di quella strana Germania ’74, divenuta insolitamente simpatica grazie al suo modo ordinato e goliardico di correre lungo un campo da calcio.

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