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Olimpiadi 2024: ecco le cinque città candidate

16 settembre 2015
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Olimpiadi 2024: ecco le cinque città candidate

Se ospitare le Olimpiadi, in una paese normale assume i contorni di un’immensa festa e di un allettante business denso di turisti, la sola idea di avanzare una candidatura ha portato l’Italia a dividersi, per quattro lunghi anni, sulla possibilità di cadere vittima di quei malfunzionamenti e di quella corruzione strutturale che hanno portato i Mondiali del 1990 a trasformarsi in un’odissea segnata da metropolitane non concluse e da enormi cattedrali nel deserto, San Nicola di Bari in primis.

Un volta vinte le remore e deciso di accettare la sfida, con il marcato intento di ridare alla Città Eterna il lustro che merita, ecco dunque Roma pronta ai nastri di partenza a contendersi l’agognata ospitalità con altre quattro metropoli, il cui blasone e la cui rispettabilità appaiono, in questo delicato momento storico, decisamente superiori a quelli offerti dalla nostra portabandiera.

Fatta eccezione per Budapest, forse ancor più nell’occhio del ciclone di Roma, a sfidare la Capitale per l’assegnazione dei giochi olimpici del 2014 vi saranno infatti Los Angeles, Parigi e Amburgo, città dall’indiscutibile fascino e ricche di storia umana e sportiva.

L’annuncio, dato dai responsabile del Cio è stato frutto di unaccurata opera di preselezione che ha portato all’ammissione delle cinque candidature, in attesa che ilComitato olimpico internazionale si riunisca nuovamente, durante il settembre del 2017 per scremare ulteriormente la rosa delle pretendenti e decidere infine dove dove si svolgeranno le Olimpiadi 2024.

La presentazione di un numero di candidature tanto denso di prestigio ha sorpreso lo stessopresidente del Cio, Thomas Bach, che ha ricordato, in videoconferenza con le 5 città interessate, come la selezione si svolgerà in base a parametri qualitativi e non quantitativi.

La speranza è dunque quella di riuscire a prevalere su avversari decisamente temibili e di riscattare l’immagine di Roma e dell’Italia davanti al mondo, relegando linee della metro mai terminate e cattedrali nel deserto alle tristi memorie del secolo appena concluso, come accadrebbe in ogni paese “normale”.

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