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Pantani fu fermato dalla camorra a Madonna di Campiglio?

15 marzo 2016
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Pantani fu fermato dalla camorra a Madonna di Campiglio?

Chiunque ami il ciclismo è conscio di quanto l’infinita fatica e le pressioni mediatiche possano condurre campioni ed eroi di questa disciplina in direzioni di tragici errori, ma lal tempo stesso, chiuqnue ami davvero di questo sport non può dubitare della buona fede di Marco Pantani, modello di correttezza e possibile vittima di un complotto finalizzato alla sua estromissione dal Giro di Italia targato 1999.

Se le voci che parlano di giri di scommesse illecite e di pentiti accorsi a riferire una versione dei fatti differente da quella “ufficiale” si rincorrono ormai da anni, prende corpo in queste ore l’ipotesi che la lunga mano della camorra abbia alterato dolosamente i risultati del test antidoping del Pirata, con l’obiettivo di portare alla sua estromissione nel corso del trionfale Giro 1999 e di mutare l’esito di scommesse che apparivano ormai scontate.

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Per giungere a questa conclusione il capo della procura di Forlì Sergio Sottani e il pm Lucia Spirito hanno rincorso per 17 anni le intercettazioni ambientali relative alle discussioni di alcuni camorristi sull’argomento ed hanno potuto finalmente fruire di materiale audio che attesterebbe l’innocenza di Pantani al di là di ogni ragionevole dubbio.

Stando a quanto emerge dalle prove raccolte dai due coraggiosi magistrati, pare infatti che il fattaccio di Madonna di Campiglio fosse effettivamente stato generato dalla volontà del clan dei La Torre di sovvertire gli esiti delle scommesse illegali, proprio quando il Giro appariva deciso e che numerosi attori protagonisti della vicenda non esitassero a confermare la teoria mediante il ricorso a frasi molto poco ambigue del tipo “Pantani è stato fatto fuori”.

Dato che non esiste ragione alcuna per ritenere che i camorristi coinvolti si siano assunti responsabilità relative ad un crimine che non avrebbero commesso, l’ipotesi del complotto, inizialmente smontata dagli inquirenti, pare oggi l’unica plausibile, anche se accertare la verità in sede giudiziaria appare ancora alla stregua di un iter lungo e complesso.

Proprio quella verità che mamma Tonina e gli amici del Pirata ricercano da anni potrebbe infatti rivelarsi beffarda, dato che gli eventuali reati risulterebbero prescritti e che nulla potrebbe mai cancellare il decesso di Pantani, la cui memoria e la cui immagine immacolata continueranno a sopravvivere nel cuore di chiunque ami davvero il ciclismo, a prescindere dalla versione fornita in sede giudiziaria.

 

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