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Schwarzer si affida a Donati e prepara il rientro

2 aprile 2015
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Schwarzer si affida a Donati e prepara il rientro

Passare dalle metaforiche stelle alle concretissime stalle risulta essere un’attività piuttosto semplice, soprattutto in un Paese abituato a portare in palmo di mano i propri beniamini per poi crocifiggerli al semplice manifestarsi dell’ombra del dubbio, sia esso legittimo (come nel caso di Schwarzer) o totalmente privo di fondamento (vedi Pantani).

il percorso inverso è invece molto più complesso e richiede anni di duro lavoro per cancellare ogni macchia dal curriculum vitae e per recuperare almeno parte di quelle volatili simpatie sfumate via;impresa che Alex Schwarzer ha deciso di tentare a tutti i costi, partendo da una doverosaammissione di colpa e dalla volontà di non cadere nuovamente negli errori commessi.

L’oro olimpico di Pechino ha infatti deciso di affidarsi allecure di Sandro Donati, autorità morale assoluta e guru dell’antidoping italiano, per preparare un rientro in grande stile e tornare competitivo già dalla primavera del 2016, quando terminerà lo stop forzato imposto dallasqualifica per uso di sostanze illecite.

L’atleta di Vipiteno ha dunque deciso di lasciarsi le spalle l’oscuro passato e la squalifica per doping inflitta alla vigilia dei giochi olimpici di Londra 2012 e di ripartire di corsa lungo l’impervia strada che conduce alla riabilitazione fisica e morale, prima ancora che sportiva, con l’intento di riuscire magari nell’improbabile impresa di far riaprire le porte della Nazionale Azzurra, attualmente chiuse con lucchetti a trenta mandate, in previsione delle prossime Olimpiadi di Rio.

A prescindere da quelle che potranno essere le future decisioni della Fidal in merito, il cui ferreo codice etico lascia poche speranze ad un eventuale ritorno di Schwarzer, l’abbandono da parte dell’atleta della tradizionale immagine di vittima sacrificale in favore di una rinnovata verve agonistica lascia intravedere quei bagliori di ripresa che gli (ex) fan di Scwarzer aspettavano da tempo e che calano definitivamente il sipario su una delle vicende sportive più tristi della nostra recente storia atletica.

La presenza di Donati in qualità di tutore e redentore di Alex costituisce un valore aggiunto ai lungimiranti propositi dell’atleta, essendo il preparatore in questione l’unico membro italiano della Wada (agenzia mondiale antidoping) e ben noto agli appassionati di atletica per il suo coraggio nel prendere posizioni scomode di fronte all’utilizzo di sostanze proibite e di illeciti sportivi di varia natura.

Facendo i nostri auguri a Schwarzer per un rientro in grande stile, non resta che constatare come i trionfi ottenuti dal campione e la sua volontà di recuperare la forma fisica perduta siano, in fondo, poca cosa rispetto al recupero di quella lunga strada che conduce al cuore degli Italiani; irta e ricca di insidie come si addice ai percorsi che portano dalle stalle alle stelle.

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