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Appendice al posto dell’uretre, bambina salvata a Torino

15 marzo 2017
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Appendice al posto dell’uretre, bambina salvata a Torino

Già dal termine medico che le è stato (erroneamente) assegnato, si desume che l’appendice rappresenti una porzione del corpo umano priva di ogni utilità e funzione e che si trovi lì, proprio in fondo all’intestino, con il semplice scopo di infiammarsi e di farci correre al pronto soccorso mentre un mal di pancia senza precedenti ci costringe in posizione ricurva ad emettere gemiti ed improperi di varia natura.

A fianco di una serie di studi piuttosto recenti che hanno ha mostrato come in realtà la suddetta appendice funga da riserva di “batteri buoni” per l’intestino e contribuisca al benessere della flora in caso di patologie o stati deficitari temporanei, i medici dell’ospedale Regina Margherita di Torino sono riusciti a trovare un nuovo impiego al vituperato organo, andando a realizzare l’ennesimo capolavoro chirurgico di una serie quasi infinita che ha ormai proiettato al struttura torinese nel novero delle eccellenze su scala mondiale.

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Nel tentativo di risolvere una grave malformazione congenita che affliggeva dalla nascita una bimba di soli due anni e mezzo, nata con un solo rene e impossibilitata a svolgere corretta minzione, i chirurghi torinesi sono infatti riusciti ad impiantare l’appendice della bimba in sostituzione dell’uretre che, a causa del mancato utilizzo, era andato incontro ad una sorta di atrofia morfologica e funzionale che l’aveva reso impossibile da usare.

Sofferente anche all’altro rene, la bimba si trovava infatti nella più assoluta impossibilità di fare pipì, per via di una sorta di blocco continuo delle funzionalità renali che aveva condotto l’uretre a non svilupparsi e a complicare così un quadro clinico apparentemente disperato e non risolto da un precedente tentativo in sede chirurgica, finalizzato al recupero delle zone anatomiche deputate alla minzione.

Grazie ad un vero capolavoro chirurgico, i medici del Regina Margherita sono dunque riusciti a strappare la bimba a quel piccolo inferno che prevedeva la necessità di condurre l’urina all’esterno del corpo mediante una serie di tubi e tutto grazie a quella porzione di corpo troppo frettolosamente giudicata tanto inutile da meritarsi l’ignobile appellativo di appendice.

 

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