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Bambino di sette mesi morto per dieta ”gluten free” e senza lattosio

19 maggio 2017
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Bambino di sette mesi morto per dieta ”gluten free” e senza lattosio

Un ampio novero di adulti, tutti nel pieno delle loro facoltà mentali, ha recentemente deciso di voler bandire lattosio e glutine dall’alimentazione quotidiana, anche in assenza di reali necessità cliniche, credendo che i due principi nutritivi svolgano una sorta di azione nefasta sull’organismo umano, in base a non precisate alchimie pseudo-chimiche e pseudo-biologiche.

Se la scelta, in larga parte risibile, appare comunque alla stregua del frutto di una libertà personale ineludibile e del sacrosanto diritto a mangiare quello che riteniamo più opportuno, i suddetti diritti cessano di essere sacrosanti nel momento stesso in cui vogliamo imporre le nostre assurde decisioni ai nostri figli, andando a privarli di nutrimenti indispensabili per la loro crescita e per la loro sopravvivenza.

Lucas morto

La più celebre vittima della psicosi internettiana imperante ha le sembianze di un povero bambino belga di soli sette mesi, sacrificato dai genitori sull’altare delle mode alimentari e privato del diritto di crescere, a casusa di un regime alimentare palesemente in contrasto con ogni indicazione pediatrica presente sul pianeta Terra.

Ritenendo che il lattosio potesse nuocere al piccolo (doppia follia: anche nei soggetti intolleranti al lattosio, la lattasi viene prodotta almeno per il primo anno e mezzo di vita) e che il glutine potesse esplicare il suo nefasto potere magico sull’intestino del bimbo, i due scellerati genitori hanno infatti deciso di crescere loro figlio secondo i dettami di una dieta “gluten free” e senza latte che si è ovviamente rivelata fatale nel giro di poco tempo.

Non contenti della sofferenza inflitta al bimbo, palesemente denutrito e disidratato, la coppia di genitori ha inoltre deciso, nel momento stesso in cui il piccolo ha cominciato a deperire in maniera sempre più vistosa, di portarlo dall’omeopata locale, il quale, fortunatamente onesto e consapevoli dei suoi limiti, ha invitato mamma e papà a correre in ospedale il più presto possibile e ad affidare la vita di Lucas nelle mani di un medico vero.

Purtroppo, le condizioni del bimbo sono apparse da subito disperate e i danni prodotti dall’alimentazione ”bio” troppo ingenti affinché il piccolo potesse essere correttamente alimentato e idratato e dunque, a causa di una forma di follia piuttosto alla moda, Lucas si è spento il 6 giugno del 2014.

A distanza di tre anni dall’accaduto, i genitori dovranno ora rispondere in tribunale della loro stupidità, con la speranza che una sentenza esemplare si ponga come deterrente per tutti coloro che hanno recentemente deciso di trasformare la stregoneria in una religione e di imporre dogmi risibili ai loro malcapitati figli.

 

 

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