Universo Bambini
2

Come farsi ascoltare dai bambini

8 luglio 2016
3460 Visualizzazioni
0 Commenti
12 minutes read
Come farsi ascoltare dai bambini

Esattamente come accade (ahimè) in buona parte dei matrimoni, arriva quasi sempre il momento in cui il nostro adorato bambino smette di pendere letteralmente dalle nostre labbra e comincia a dare segni di insofferenza verso tutto ciò che esprimiamo in forma orale, fino ad arrivare al punto di non recepire più quella lunga serie di divieti, raccomandazioni e premure che risultano funzionali alla sua lunga e serena permanenza sul Pianeta Terra e senza la quale si troverebbe smarrito come un pulcino in mezzo ad un’autostrada.

Il fenomeno legato al mancato ascolto dei dettami genitoriali prende il via generalmente dopo il compimento del primo anno e si manifesta attraverso un evidente “quadro sintomatologico” comprensivo della trasgressione dei basilari divieti, della fuga a gambe levate in caso si cerchi di ricondurlo all’ordine e del non dare segno alcuno di recepire quella magica parolina “no” del cui significato il bimbo si trova perfettamente al corrente, se non altro, per l’infinito neuro di volte in cui se l’è sentita ripetere.

bimbo che non ascolta

Spesso associata erroneamente alla mera sfera dei capricci, la mancata volontà di ascoltare i genitori trova in realtà radici biologiche molto più ampie e il versante legato ai primi capricci non è che una delle sfaccettature di una nuova realtà in cui il bambino si trova immerso e che lascia sempre meno spazio alla sua volontà di affidarsi ai genitori come guida assoluta del suo uovo orizzonte sensoriale.

Il compimento della piena autonomia motoria e alimentare porta in dote la convinzione che il bimbo sia ormai pronto per votarsi verso nuove esperienze senza guida alcuna e che i momenti in cui le paroline dolci di mamma e papà rappresentavano la principale forma di intrattenimento sono ormai lasciati alle spalle.

Perché i bambini smettono di ascoltare i genitori

La ragione principale che risiede dietro la mancata ricezione degli avvisi genitoriali è da ricercarsi nel fatto che, per quanto molto più evoluto di quanto non fosse solo pochi mesi or sono, il cervello dei bambini in età prescolare non si trova in condizione di elaborare pensieri collocati su livelli differenti ed è per tanto impossibilitato ad operare una sorta di multitasking mentre si trova in tutt’altre faccende affaccendato.

Iniziando a scoprire di poter giocare da solo, il bambino tende infatti ad immergersi completamente nell’ordine dei suoi pensieri legati ad una determinata attività e non vi è modo alcuno per distrarlo da quel filo logico che per lui appare totalizzante nel momento stesso in cui lo sta portando a conclusione.

bambino gioca e non ascolta

Se un bambino si trova cioè intento ad impilare costruzioni, a spostare oggetti per casa, a sfogliare un albo colorato o ad assistere alla sua trasmissione televisiva preferita, potrete anche passare ore nel tentativo di richiamare la sua attenzione, ma le vostre parole cadrebbero inesorabilmente nel vuoto, dato che l’intero sistema cognitivo del bimbo si trova interamente orientato in direzione della suo interesse primario e che lo spazio lasciato a distrazioni provenienti dall’esterno si torva ad essere angusto, se non del tutto precluso.

Quando si sostiene che il gioco è una “cosa seria” per i bambini, si intende esattamente questo, dato che ogni attività di tipo ludico risulta totalizzante nei primi anni di vita e che richiamare il piccolo ad un mondo fatto di bagnetti, moniti, pappe, addormentamenti, coccole o bacini potrebbe non sortire l’effetto sperato, come se il bimbo fosse diventato completamente sordo.

Esiste inoltre come premesso, una componente del mancato ascolto legata alla sfera dei capricci e della volontà di trasgredire i dettami genitoriali, ma risulta essere molto più effimera di quanto si crede, dato che, se i bambini tendono effettivamente ad ignorare i “no” in corrispondenza della loro volontà di emancipazione, la dolorosa scoperta delle conseguenze della loro trasgressione (siano esse consistenti in una caduta o in una piccola sbucciatura) smorzano spesso la volontà di andare oltre ogni limite a tutti i costi.

Un’altra ragione del mancato ascolto, infine, potrebbe risiedere in un errato approccio linguistico messo in atto dai genitori, alle prese con un sistema notazionale troppo semplicistico e caricaturale persino per un bambino o troppo complesso per riuscire realmente a richiamare la sua attenzione.

 

Prima di proseguire la lettura sostieni UNIVERSO BAMBINI regalandoci un Like!

[fblike]

Cercate di inserire il linguaggio nelle fasi di gioco

Per uscire da quella lunga impasse che prevede il bimbo poco propenso ad ascoltarvi perché pienamente immerso in un mondo di giochi, piuttosto che cercare di farlo uscire forzatamente dal suo universo fiabesco, occorre prestare attenzione ai suoi gusti e alle sue preferenze e decidere di entrarvi, portando linguaggio, termini ed istruzioni al seguito.

Oltre all’ovvio invito a cercare di giocare sempre di più con i vostri figli, il suggerimento è quello di fare in modo che il linguaggio diventi già dalle prime fasi di vita una componente fondante dell’elemento ludico, di modo da indurre il bambino ad ascoltarvi perché quello che gli state dicendo risulta utile al corretto svolgimento dell’attività ludica.

bambino non ascolta

Se al piccolo Marco, ad esempio, piace giocare con le costruzioni, occorre osservare con pazienza le sue prime rudimentali elaborazioni, cercare di replicarle in modo sempre più complesso (ma commisurato alla sua età) e spiegare al bimbo cosa, come e perché state compiendo una determinata azione, stimolando così la sua attenzione verso la sfera linguistica sul semplice meccanismo che porta Marco a voler carpire i segreti della vostra abilità per poi emularli.

Spiegando a Marco come è possibile impilare le costruzioni per dare vita ad una determinata forma e mostrandogli al contempo la veridicità delle vostre premesse, nel bimbo si stabilirà quella associazione di idee che porta ritenere la vostra parola come essenziale al corretto svolgimento del gioco e per tanto degna di attenzione anche quando l’attività sarà terminata.

Man mano che il bambino cresce è inoltre possibile (e vivamente consigliato) cercare di proporgli attività ludiche meramente basate sulla parola e sui comandi vocali, con l’intento di sviluppare la sua soglia di attenzione e la sua capacità d’ascolto in modo divertente e non troppo didascalico.


Provate ad esempio a portare il bimbo al parco o in giardino e proponetegli di fare un gioco in cui si corre fino a quando qualcuno dice “stop”; in questo modo, la componente ludica del bambino sarà immediatamente orientata verso l’ascolto del comando imposto e il piccolo Marco imparerà a prestare attenzione al linguaggio in quanto elemento per che rimanda ad una determinata azione o ad una catena di conseguenze.

Impiegate sempre un linguaggio commisurato alla sua età

Dal momento che i bambini in età prescolare non si trovano ad essere né gattini, né tanto meno scienziati in erba, non vi è ragione alcuna per parlare loro come se avessero appena subito una lobotomia o, al contrario, come se stessero per preparare la loro tesi di dottorato sulle Singolarità Nude disseminate per l’Universo.

L’errore di impiegare un tono di voce eccessivamente caricaturale e in “falsetto” porta spesso il bambino a fraintendere il senso della comunicazione orale e a prestare più attenzione a quella buffa parlata che non all’oggetto del messaggio che volete comunicargli: a differenza dei gatti, i bimbi non trovano infatti più o meno tranquillizzanti le tonalità alte rispetto a quelle basse ed è più che sufficiente comunicare con loro in modo sereno, pacato, lento e chiaro, senza introdurre artifici nella modulazione della voce.

bambina non ascolta

Per quanto possibile, cercate inoltre di denotare gli oggetti col loro nome, di modo da non creare nel bambino fraintendimenti linguistici che potrebbero in seguito fargli passare la voglia di ascoltarvi: per intenderci, le scarpe vanno chiamate “scarpe” e non “peppe” e il bimbo deve comprendere che lui ha il diritto di concedersi divagazioni lessicali dettate dalla sua inesperienza, ma voi no e quanto dite denota in modo univoco e reale l’universo a lui circostante.

Per identiche ragioni, risulta vivamente sconsigliabile rivolgersi al bambino impiegando proposizioni troppo complesse ed articolate, dense di correlazioni e avversazioni, dato che la soglia di attenzione risulta essere direttamente proporzionale allo sviluppo cerebrale e che, molto probabilmente, il piccolo Marco avrà già smesso di seguirvi a metà strada tra il secondo “se” e il terzo “ma” e che sarà felicemente ripiombato nel flusso dei suoi giocondi pensieri.

Frasi brevi e chiare, assenza di divagazioni semantiche, impiego dell’effettiva terminologia che il bambino è in grado di capire e abbandono di strani artifici vocali rappresentano dunque la chiave d’accesso alla sfera del linguaggio infantile, dove tutto è semplice, direttamente correlato e immediatamente comprensibile.

Passata dunque quella breve fase della vita, generalmente compresa tra i 14 e i 18 mesi, in cui la volontà di trasgredire le regole si pone come la costante delle esperienze infantili e in cui un intervento di tipo marcatamente fisico si deve accompagnare all’enunciazione delle regole, onde evitare che il piccolo si faccia male, risulta possibile instaurare una complicità linguistica con il bambino e fare in modo che ascoltarvi sia per lui un’inesauribile fonte di piacere e meraviglia, proprio come lo era per il vostro (o vostra) partner, prima che l’abitudine prendesse il sopravvento e che i racconti relativi alla vostra terribile giornata tra le mura domestiche e gli appelli all’aiuto nelle faccende cadessero nel vuoto come massi in uno stagno.

 

[adrotate banner=”16″]

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi