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Dentizione: come affrontare l’arrivo dei primi dentini

6 giugno 2016
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Dentizione: come affrontare l’arrivo dei primi dentini

Fatta eccezione per qualche amante di pratiche di tipo masochistico, la sola idea che un dente si possa cariare, rompere o irritare suscita in tutti noi un discreto carico di angoscia, dato che il cavo orale rappresenta a porta d’accesso del nostro organismo al mondo esterno e che ogni possibile problematica riscontrata a livello del complesso dentale può favorire la trasmissione di elementi batterici in altri organi e condurre in direzione di una condizione di malessere piuttosto persistente e duratura.

Ora provate ad immaginare di trasferire la vostra sofferenza ad un ambito legato alla primissima infanzia, in cui i denti cominciano a fare irruzione perforando le gengive e avrete un’idea della sofferenza che provano i vostri bimbi al momento della dentizione e di tutti gli effetti collaterali che il lunghissimo fenomeno può provocare durante le primissime fasi dello sviluppo.

affrontare la dentizione

Spesso confusa dalle mamme e dai papà di tutto il mondo con la contrazione di un misterioso virus letale, la dentizione inizia a manifestarsi nel corso di un’età in cui il bambino è logicamente troppo piccolo per riferire correttamente circa l’esatta sintomatologia percepita e porta con sé un enorme carico di ansie , data la difficoltà di stabilire in modo insindacabile se il malessere percepito dal piccolo risulta effettivamente ascrivibile alla comparsa dei primi dentini o meno.

Come riconoscere il malessere da dentizione?

Alcuni segnali che preludono l’inizio della dentizione possono venire riscontrati nell’eccessiva produzione di saliva da parte del piccolo, in un irrefrenabile desiderio di mordere tutto quanto si trova ad entrare in contatto con il suo cavo orale, in un arrossamento delle gengive visibile ad occhio nudo e nella comparsa di alcuni sintomi collaterali che possono comprendere la presenza di qualche linea di febbre persistente e la produzione di diarrea piuttosto “acida” e ricca di muco intestinale.

dentizione e primi dentini

Premesso che, come accade per ogni passo dello sviluppo dei bambini, anche la dentizione non segue tappe obbligate e può manifestarsi con oscillazioni temporali piuttosto ampie, i malesseri legati alla comparsa dei primi dentini da latte possiedono comunque una sorta di filo conduttore in grado di renderli identificabili in modo quasi univoco e di consentire l’esclusione di cause esterne, per le quali, un consulto pediatrico resta comunque sempre preferibile ad una diagnosi condotta per via empirica.

Se la presenza di febbre e diarrea protratta possono rappresentare una variabile non sempre presente durante le fasi legate alla dentizione e non assolutamente in grado di denotare il fenomeno di per sé, per poter stabilire che l’irrequietezza del bimbo dipenda dalla comparsa dei denti, l’arrossamento delle gengive e i movimenti della mandibola dovrebbero chiarire in modo quasi assoluto l’arcano e ricondurre le preoccupazioni alla loro sfera di competenza, specie se accompagnati dalla volontà del bambino di toccarsi determinate aree del cavo orale con movimenti che esulano dalla normale suzione del dito pollice,

Come intervenire?

La letteratura popolare è ricca di rimedi, più o meno improbabili, rivolti all’alleviamento della sofferenza del bimbo, ma molti di essi non possiedono reale evidenza scientifica e potrebbero al contempo rivelarsi pericolosi per l’incolumità del bimbo, a cominciare da quella proverbiale collana d’ambra che i genitori appongono al collo dei bambini dalla notte dei tempi, senza curarsi troppo dei rischi connessi con il soffocamento o lo strangolamento che lo strumento comporta e senza badare troppo al fatto che nessuna evidenza scientifica in merito abbia mai sancito la capacità dell’acido succinico contenuto nell’ambra baltica di lenire il dolore alle gengive del piccolo.

bambini e primi denti

Più che in direzione di collane e collanine, siano esse di ambra o silicone, la scelta più opportuna per consentire ai piccoli di sfogare la loro ansia da dentizione dovrebbe essere rappresentata da giocattoli atossici da mordere, privi di filo o componenti che si possano attorcigliare, ma da dotati di forme e colori in grado di risultare gradevoli e stimolanti per il piccolo, ben lieto di mordere un fiore o una farfallina morbida senza che la curiosità di vedere cosa si prova a stringerla intorno al collo prenda il sopravvento.

Generalmente non violenta fino al punto di costringere i bambini a frequenti risvegli, la dentizione risulta comunque spesso un deterrente alla ripresa del sonno e può frequentemente accadere che il bambino si risvegli per altre cause e, una volta accortosi dell’ineludibile fastidio provocato dal dente che cresce, sfoci in una crisi di pianto e ritardi la comune attività legata al ritorno nel mondo dei sogni.

Se il bambino si trovasse già di suo predisposto ai frequenti risvegli notturni, l’unica soluzione possibile è quella di munirsi di un carico di pazienza extra e di provvedere a cullare il bambino e tranquillizzarlo di fronte al sopraggiungere del fastidio percepito, cercando magari di farlo riaddormentare tenendolo tra le braccia, di modo da favorire l’azione calmante dell’abbraccio materno e dal farlo sentire al riparo da quella misteriosa minaccia che fa irruzione con tanta veemenza dall’interno della sua bocca.

i primi dentini

Esistono infine, ovviamente, rimedi di tipo farmacologico al dolore provocato dalla dentizione, data l’ideazione di lunga data di pomate ad effetto anestetizzante che riescono a lenire il fastidio in fase locale e ad agire sull’intero organismo in modalità calmante, concedendo al piccolo il meritato riposo e qualche ora di sollievo dal dolore dopo l’applicazione.

Come tutti i medicinali, anche creme e pomate ideate per la dentizione necessitano comunque del via libera del pediatra (benché rientrino per lo più nella categoria dei medicinali “da banco”) ed è quindi vivamente sconsigliato l’impiego in assenza di un parere medico, dato che un’erronea percezione del fastidio provato o delle sue reali cause potrebbe indurre ad assuefazione o favorire l’insorgenza degli effetti collaterali che, seppur lievi, risultano connessi con l’utilizzo delle molecole in questione.

Quanto dura la dentizione?

Come preannunciato, non esistono vere e proprie tempistiche relative alla dentizione e il fenomeno può aver luogo già dal quarto mese o terminare introno al trentesimo mese compiuto, anche se, nella stragrande maggioranza dei casi, dovrebbe trovarsi limitato alla fascia compresa tra gli 8 e i 24 mesi, quando tutti e venti i dentini da latte dovrebbero aver fatto la loro comparsa per la gioia dei bimbi e dei loro genitori.

Anche in merito all’intensità del fenomeno eruttivo non esistono certezze assolute, ma la pediatria classica colloca le fasi più complesse della dentizione in corrispondenza del suo inizio e della comparsa dei primi molari, dato che le dimensioni dei denti potrebbero riportare in auge i fastidi percepiti mesi addietro e dare origine a più complicazioni di quante non ne abbiano date canini ed incisivi.

primi denti

Sebbene la maggior parte dei bambini inizi la dentizione a partire dall’arcata inferiore in posizione centrale, anche qui la regola non possiede valore universale e può accadere che la dentizione inizi a partire dall’arcata superiore, anche se la posizione centrale occupata da incisivi e canini resta sempre la privilegiata e che, fortunatamente, per abituarsi all’idea dei molari c’è ancora molto tempo davanti.

Come per ogni altra fase dello sviluppo del bambino, un ipotetico ritardo o anticipo nella dentizione non va assolutamente percepito come la spia di una problematica a livello di salute ed è necessario lasciare che il fenomeno si compia nel rispetto delle tempistiche predisposte dall’organismo del bambino, senza farsi assalire da ansie e preoccupazioni in caso il vostro piccolo di nove mesi ostenti ancora una bocca incorniciata dalle gengive e non mostri segno alcuno di voler iniziare la crescita dei dentini.

In conclusione, la dentizione rappresenta un fenomeno naturale e doveroso, di fronte al quale non esistono reali controindicazioni, se non quelle associate al dolore o a temporanei attacchi di dissenteria: il modo miglior per affrontare il lungo incubo consiste nella vicinanza al piccolo e in quella medesima pazienza e fiducia che riponiamo in noi stessi ogniqualvolta il nostro cavo orale comincia ad incrinarsi, a lacerarsi o infiammarsi e la minaccia del dentista si avvicina all’orizzonte come un temprale in un giorno d’estate.

 

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