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Donna di Mestre viene assunta al nono mese di gravidanza

9 febbraio 2017
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Donna di Mestre viene assunta al nono mese di gravidanza

Per quanto i progressi in ambito di diritti lavorativi delle donne abbiano ormai condotto il nostro tessuto sociale in direzione di un tasso di occupazione quasi paritario e di retribuzioni medie in grado di prescindere dal sesso dell’occupato, sull’universo femminile grava sempre quella colossale spada di Damocle rappresentata dalla gravidanza che porta numerosi di lavoro a guardare con occhi non troppo lieti il più naturale dei fenomeni e tutta la serie di diritti connessi con la dolce attesa e con il post partum.

Se numerose donne nel nostro Paese si sentono poste di fronte ad un bivio che prevede l’avanzamento di carriera diramarsi in direzione opposta rispetto alla maternità e procrastinano all’infinito il dolce momento, per paura di sottili ritorsioni sull’ambiente del lavoro, esiste fortunatamente qualcuno in grado di andare in controtendenza e di comprendere come una persona appagata in ambito domestico possa risultare più efficiente sul lavoro e dunque come la nascita di un figlio sia il movente per la ripresa di un entusiasmo destinato a riverberarsi in senso positivo anche sull’occupazione professionale.

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Il signor Samuel Schiavon, titolare dell’agenzia “The Creative Way” ha infatti deciso di assumere Martina, 36enne di Mestre giunta al nono mese di gravidanza ed in procinto di dare serenamente alla luce il suo secondogenito.

A seguito di una lunga e accurata opera di selezione, svolta tra numerosi candidati, il signor Schiavon ha infatti reputato che le indubbie competenze professionali e qualità umane mostrate da Martina in fase di colloquio dovessero necessariamente condurre in direzione della sospirata assunzione, a prescindere dal fatto che la neo-impiegata possa entrare in servizio solo tra qualche mese, quando la licenza legata alla maternità sarà esaurita e, con essa, il doveroso distacco da un ambiente lavorativo che la ragazza non ha ancora paradossalmente avuto di conoscere.

Subito assurto agli onori delle cronache in qualità di rarissima eccezione di segno positivo, l’episodio dovrebbe in realtà rappresentare la norma più assoluta nel momento stesso in cui le arcaiche perplessità legate alla gravidanza delle lavoratrice saranno finalmente un lontano ricordo e la spada di Damocle che grava sull’universo femminile potrà cadere, senza sacrificare né la dimensione domestica dell’esistenza, né quella lavorativa.

 

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