Universo Bambini
2

I figli primogeniti sono più intelligenti dei loro fratelli?

14 febbraio 2017
2757 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
I figli primogeniti sono più intelligenti dei loro fratelli?

Un po’ sopito l’entusiasmo scientifico e pseudo-scientifico che aveva portato la ricerca medica a svolgere complessi studi incentrati su gemelli e fratelli con l’intento di determinare l’influenza della genetica nella costituzione individuale di ognuno, si era generalmente convenuto che la quantità di fattori ambientali che intervengono durante il processo di sviluppo rendono impossibile attribuire al nostro Dna un’influenza così marcata nella genesi di caratteristiche attitudinali, caratteriali e cognitive e che il suddetto mix di fattori risulta quindi essere piuttosto astratto e difficilmente riconducibile ad una radice univoca.

Un recente studio dall’aria un po’ retrò sta tuttavia cercando di invertire la rotta medica intrapresa e di riportare la questione al suddetto ambito deterministico, sostenendo a spada tratta come i figli primogeniti tendano ad essere più intelligenti dei loro successori e come, dunque, il possesso di una componente genetica ereditata in prima istanza si ponga come un vantaggio per lo sviluppo e la maturazione dei processi cognitivi.

figliprimigeniti_emergeilfuturo

A sostenerlo è stata una recente ricerca condotta dall’università di Edimburgo, secondo la quale i figli primogeniti tendono a ricevere e ad assorbire un particolare tipo di cure genitoriali che si porrebbe in diretta correlazione con lo sviluppo di un quoziente intellettivo più alto e come, per contro, la nascita di un secondo figlio si traduca in un differente atteggiamento nei confronti dell’accudimento da parte dei genitori, con effetti meno marcati sulla sfera cognitiva dei piccoli.

Analizzando un campione di bambini pari a 5 mila unità lungo l’arco temporale che conduceva i piccoli dai 2 ai 14 anni di età, i medici scozzesi hanno infatti notato che i primogeniti facevano registrare maggiori abilità intellettive nei medesimi test rispetto ai secondi e terzogeniti e che, anche a parità di stimoli emotivi tendevano a mettere in atto meccanismi biologici in grado di riverberarsi sulla sfera cognitiva con maggiore incidenza.

Alla base dell’arcano vi sarebbe, appunto, una fantomatica componente ambientale che porterebbe i genitori a correre più rischi dopo il primo figlio e ad essere “meno presenti”, andando ad influenzare quelle strutture genetiche che traggono il massimo beneficio dalle cure trasmesse e che venivano studiate con molta più attenzione in un’epoca storica in cui si riteneva davvero che le tempistiche legate alla nostra nascita potessero influenzare il nostro destino.

 

[adrotate banner=”13″]

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi