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Il morbillo può avere più complicazioni del previsto

2 novembre 2016
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Il morbillo può avere più complicazioni del previsto

Oltre alle funeste campagne di disinformazione condotte sul Web, con l’intento di attirare curiosi e riconvertire la creduloneria in introiti pubblicitari, alla base del drammatico calo di copertura vaccinale in Italia vi è la continua e costante sottovalutazione di numerose patologie pediatriche, morbillo in primis, erroneamente considerate alla stregua di lievi malesseri transitori, non in grado di nuocere più di tanto alla salute del bimbo.

Accompagnata dall’ormai proverbiale constatazione in base alla quale tutti noi siamo agevolmente sopravvissuti al morbillo senza troppi problemi, la sottovalutazione dei rischi connessi con le patologie di tipo infettivo porta spesso numerosi genitori a ritenere le vaccinazioni non necessarie e a reputare che i normali inconvenienti connessi con la misura profilattica di riferimento rappresentino un deterrente ben più grave della stessa patologia che si intendeva scacciare.

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Patologia tutt’altro che banale o assimilabile ad una semplice influenza, il morbillo miete in realtà un numero abnorme di vittime ogni anno nelle nazioni dove le strutture sanitarie non si trovano adeguatamente attrezza a fronteggiare la minaccia e trova oggi nuovi motivi di timore, in virtù di uno studio che ne attesta un potenziale patologico molto più elevato di quello preso in considerazione fino ad oggi.

In base ad una revisione critica operata dall’Università della Carolina, pare infatti che l’ampio spettro di complicazioni connesso con il morbillo, in grado di comprendere encefaliti ed esiti potenzialmente fatali, rappresenti un’eventualità concreta per un bambino su 1387, presso i pazienti pediatrici di età superiore ai 5 anni (a dispetto del rapporto di uno a 1700 postulato fino ad ora) e che la soglia di incidenza salga fino al picco statistico di uno ogni 600 se riferita a bambini di età inferiore ai 12 mesi.

In sostanza, l’insorgenza di patologie (come l’encefalite, appunto) associate alle complicazioni del morbillo pare essere molto più alta di quanto previsto e il drammatico calo vaccinale in atto rappresenta una delle cause di allarme in merito, dato che un organismo non adeguatamente immunizzato contro la minaccia virale si trova non solo più esporto verso la possibilità di contrarre la malattia, ma anche verso le sue ipotetiche conseguenze.

Ultima di una lunga serie, la ricerca condotta dai medici della Carolina si pone dunque come l’ennesimo invito a non sottovalutare le patologie infantili sulla base di dicerie o di quella considerazione che ci porta a credere che, essendo noi sopravvissuti alla minaccia, identico destino toccherà ai nostri figli, dato che le cronache sono piene di pazienti rimasti vittime del morbillo e dunque non n grado di replicare l’assurdo schema mentale.

 

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