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La gastroenterite infantile e il caso del vaccino fantasma

31 agosto 2016
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La gastroenterite infantile e il caso del vaccino fantasma

Per quanto chiunque non si trovi affetto da tendenze di tipo masochistico rifugga come la peste al sola idea di cadere preda di una qualunque patologia di tipo virale, esiste comunque una sorta di graduatoria del dolore che ci porta a prediligere le affezioni all’apparato respiratorio rispetto ad altre condizioni patologiche transitorie, come la gastroenterite, il cui impatto sul nostro stato di salute e sulla nostra dimensione sociale risulta enormemente ampliato dagli ovvi inconvenienti connessi con la malattia.

Se tuttavia l’eventualità di trovarci vittime di lancinanti crampi addominali, scariche di diarrea ed episodi di vomito risulta poco frequente in età adulta e la gastroenterite vera e propria appare maggiormente relegata alla sfera dei tristi ricordi che nona quella delle eventualità pronte a manifestarsi sul nostro capo ad ogni cambio di stagione, il discorso cambia completamente in ambito pediatrico, dato che per i bambini, gli episodi di gastroenterite rappresentano al norma più assoluta.

bimbo con gastroenterite

In caso vi siate mai domandati la ragione che spinge i vostri figli a cadere vittima della patologia con una discreta frequenza, senza che alcuna forma di coantagio abbia luogo presso la popolazione adulta che si trova ad entrare in contatto con il bimbo agonizzante, la risposta all’arcano risiede nel fatto che la principale causa all’origine della patologia di tipo virale muta nel corso degli anni, così come il ceppo virale alla base delle infezioni.

Premesso che la gastroenterite può anche avere altre cause, la principale sorgente della patologia in età infantile è infatti provocata dall’agente patogeno noto come Rotavirus, mentre in età adulta la medesima patologia viene originata a a partire dall’azione esercitata dal virus di Norwalk e dal Campyolobatter, secondo un stranissimo schema che prevede due distinti universi patologici in cui i bambini si trovano difficilmente a contagiare gli adulti e viceversa.

La contrazione del Rotavirus non rende inoltre immune l’organismo dei più piccoli dalla ricomparsa della malattia a fronte del superamento della minaccia, dato che l’agente patogeno in questione appare piuttosto persistente ed in grado di compiere svariati ingressi all’interno dell’organismo umano, senza che anticorpi e difese immunitarie riescano a riconoscerlo tempestivamente e bloccare sul nasce una sua nuova intrusione sulla base della loro memoria storica.

Dato che la gastroenterite rappresenta una delle fonti primarie di pericolo per l’universo infantile, occorre dunque analizzare nel dettaglio sintomatologia e terapia della patologia, prima di decidere eventualmente di scongiurare l’ipotesi sul nascere mediante il ricorso ad un vaccino che, benché in commercio da oltre 10 anni, stenta ancora a decollare e a trovare quell’enorme consenso che i ricercatori si attendevano alla viglia della sua creazione.

Sintomi e terapia della gastroenterite infantile

Come premesso, la gastroenterite rappresenta una grave infezione a carico dell’appartato digerente, in grado di estendersi in direzione dell’intestino crasso (condizione in assenza della quale non risulta opportuno riferirsi in modo corretto alla patologia) e comporta un quadro sintomatologico di entità variabile, comprensivo di crampi addominali, episodi di diarrea a breve distanza tra loro e manifestazioni di vomito che rendono difficoltosa l’assunzione di una qualunque forma di nutrimento.

Se nell’universo adulto la gastroenterite rappresenta un’eventualità fiaccante, debilitante, fastidiosa, ma comunque superabile per via di una memoria storica che consente di regolare l’alimentazione sulla base degli effettivi bisogni e di recuperare le energie perdute non appena possibile, in ambito pediatrico la gastroenterite può assumere tinte drammatiche, dato che i bambini (soprattutto in età prescolare) si trovano completamente spaesati di fronte a quel malessere così evidente e che tenere un bimbo piccolo senza nutrimento per un periodo di tempo troppo lungo può facilmente condurre in direzione di stati di disidratazione e di carenze alimentari debilitanti.

gastroenterite, vomito e diarrea

Nonostante l’infezione da rotavirus abbia una durata media piuttosto contenuta, pari a o 3 giorni, la gastroenterite infantile rappresenta infatti una delle principali cause di ricovero e spesso la contrazione della patologia comporta la necessità di ricorrere a sistemi di reidratazione per endovenosa o tramite sondino naso-gastrico che poco collimano con le reali esigenze nutrizionali dei piccoli e che risultano invasivi e sgradevoli se applicati ad organismi così fragili.

Dato che non esiste una cura specifica di tipo retrovirale per la gastroenterite differente da quella di consentire lo sfogo del virus durante le crisi e dato che limitare le possibilità di contagio appare alla stregua di una chimera, almeno quanto quella di tenere i bambini confinati nella proverbiale campana di vetro a tempo indeterminato, di fronte ai genitori si è recentemente aperta la strada che conduce in direzione della vaccinazione, ma, a causa di scarsa divulgazione in materia e di scetticismo diffuso verso le misure profilattiche, la strada in questione è rimasta pressoché deserta, a differenza dei reparti di pronto soccorso infantili, i quali continuano a brulicare di bimbi in preda a crisi di vomito e diarrea.

Lo strano caso del vaccino contro la gastroenterite

A seguito di lunghe e meticolose ricerche, la comunità medica mondiale credette di essere giunta al superamento dell’impasse attraverso l’ideazione di due distinti vaccini, volti a prevenire in modo quasi categorico ogni forma di contagio da rotavirus previa somministrazione ed ottenendo il via libera dei maggiori enti farmaceutici e sanitari, ben lieti di poter arginare sul nascere una piaga pediatrica che colpisce ogni anno circa 400 mila bambini solo nel nostro Paese, 10 mila dei quali si trovano a necessitare di ricovero ospedaliero.

Tuttavia, non solo il vaccino anti-rotavirus si rivelò rapidamente un colossale flop a livello di vendite e somministrazione, ma le lacune di un’opera di divulgazione troppo orientata in direzione di altre emergenze riuscì a produrre l’inquietante situazione di non consapevolezza che prevede la presenza di tre genitori su quattro completamente all’oscuro della misura profilattica in questione.

gastroenrite infantile

Sia in caso che si ritenga necessario far vaccinare il vaccino contro la gastroenterite virale, sia che si decida di correre il rischio, preferendo la possibilità della malattia alla certezza della contromisura, il grosso problema consiste proprio nel fatto che i genitori italiani non sono nemmeno stati informati dell’eventualità profilattica, né attraverso campagne informative mirate ad una sensibilizzazione di massa, né (a quanto pare) mediante il consiglio e il parere dei pediatri di riferimento, per loro natura “obbligati” ad offrire a mamma e papà un ventaglio di possibilità relative ad ogni patologia.

Uno dei più grandi ostacoli che si è infrapposto sulla strada della vaccinazione di massa consiste nel fatto che entrambi i vaccini in commercio risultano efficaci solo se la loro assunzione viene effettuata prima del compimento del sesto mese di vita, durante un’età in cui generalmente i neo-genitori si trovano costretti a divincolarsi tra formalità mediche e burocratiche di altra natura e faticano a premurarsi di evenienze supplementari che non avevano calcolato.

In una sua recente intervista al Corriere.It, l’esperto virologo italiano Paolo Bonanni ha inoltre rimarcato come il colossale fallimento sanitario in salsa italica sia da imputarsi alla consueta balcanizzazione del nostro S.S.N. su base regionale, con conseguente presenza di regioni, come la Sicilia e la Calabria che includono il vaccino nel sistema dei rimborsi tramite ticket (per via di esigenze geografiche, dato che la gastroenterite prospera in prossimità dei mari) e altre regioni in cui nessuno ha mai sentito parlare del virus in questione nemmeno per sbaglio, magari mentre si aggirava in un reparto di ostetricia.

Attraverso la creazione dell’ormai celeberrimo piano sanitario rivolto al rilancio dei vaccini 2016-2018 il Ministero della Salute intende porre fine alla paradossale situazione, che prevede l’esistenza di un vaccino ad hoc avanzare di pari passo alla sua totale non conoscenza, attraverso l’inclusione della misura anti-rotavirus nel novero dei farmaci che verranno dispensati in modo gratuito sul territorio nazionale e che, dunque, potrebbero incontrare un maggior favore presso medici e pediatri, se non altro, per via di uno sgravio economico che si pone spesso come deterrente per il ricorso al vaccino.

Sia che si decida di far vaccinare il proprio bimbo contro il pericolo rappresentato dalla gastroenterite virale, sia che si decida invece di adottare precauzioni di natura differente durante i primi mesi di vita del pargolo, sarebbe opportuno che il farmaco cessasse di essere uno spettro che si aggira per le corsie degli ospedali, per tramutarsi in un’operazione libera, ma concreta, dato che se già noi amiamo gran poco trovarci costretti a combattere con diarrea e vomito, è facile immaginare cosa provino i bimbi di fronte a quei subbugli che mal si conciliano con il loro rudimentale ideale di salute e benessere.

 

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