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Lynlee, la bimba che ha sconfitto un tumore prima di nascere

24 ottobre 2016
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Lynlee, la bimba che ha sconfitto un tumore prima di nascere

Per quanto il concepimento risulti alla stregua del processo più naturale e spontaneo presente sul pianeta Terra, la possibilità che qualche complicazione di tipo patologico sopraggiunga durante la gravidanza rimane uno spettro che aleggia sulla vita delle future mamme e della loro prole per tutti i nove mesi, data l’infinita quantità di fattori e variabili, di natura genetica e ambientale che intervengono a minare la salute di un organismo non ancora autosufficiente.

Se la maggior parte dei futuri genitori deve temere tuttavia complicazioni legate ad ereditarietà di determinati caratteri e malformazioni connesse con carenze nutrizionale, può accadere (fortunatamente molto di rado) che il feto sviluppi autentiche neoplasie e che quell’orribile versante patologico legato ai tumori faccia la sua comparsa nel corpo di un esserino ancora inserito nel grembo materno e del tutto ignaro della tremenda minaccia alle sue possibilità di vedere un giorno effettiva luce.

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Caso estremo di quanto il rischio di tumori prenatali sia purtroppo presente, la vicenda che ha visto la piccola Lynlee alla prese con un teratoma sacrococcigeo è rapidamente divenuta emblematica non solo della galassia di paure che circondano la nascita di un bambino, ma anche di quanto i sistemi di screening prenatale siano ormai divenuti tanto efficienti da localizzare patologie piuttosto complesse da identificare e da consentire interventi terapeutici al limite dell’incredibile.

Alla piccola Lynlee, originaria del Texas, era stata infatti diagnosticata la rara patologia quando la mamma si trovava alla sedicesima settimana di gravidanza e la notizia aveva ovviamente gettato nella disperazione più assoluta i genitori della nascitura, dato che intervenire sula complessa forma di tumore osseo, localizzato in corrispondenza del coccige, appariva quantomeno utopico e che le tempistiche non erano ovviamente mature per accelerare il processo di nascita prematura della bimba.

Senza perdesi d’animo, i medici facenti capo al Children’s Hospital sono tuttavia riusciti a portare a compimento una sorta di capolavoro medico, andando ad estrarre la bimba dal grembo materno, operandola correttamente e reinserendola nell’ambiente uterino in attesa che il percorso gestazionale giungesse a conclusione ceche al bimba potesse dunque nascere nel vero senso della parola.

Perfettamente riuscita, l’operazione si è conclusa pochi giorni fa con il parto che ha dato al vita a Lynlee, inconsapevole testimone di quanto la medicina possa ricondurre gli imprevisti in gravidanza ad un processo tanto naturale e spontaneo da non avere eguali sul pianeta Terra.

 

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