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Mamma scopre di avere il cancro perché il bimbo rifiuta il latte

22 febbraio 2017
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Mamma scopre di avere il cancro perché il bimbo rifiuta il latte

Quasi per definizione, non esiste alimento migliore la mondo del latte materno, le cui proprietà si estendono ben oltre la sfera del semplice nutrimento consentendo alla madre di trasmettere al neonato una serie di componenti molecolari utili per lo sviluppo del sistema immunitario del piccolo e persino intere classi di cellule staminali, destinate a riprodursi all’interno del fegato e migliorare le funzionalità epatiche e digestive del bimbo nel corso degli anni.

Tuttavia, il latte materno è logicamente il prodotto di quello che la mamma è, di ciò che mangia, delle sue abitudini e persino di eventuali stati patologici, fino al punto che la contrazione di una malattia può riverberarsi in modo molto marcato sul sapore del prodotto alimentare, rendendolo sgradevole e denotando così la presenza di un’anomalia che rende l’alimento inadatto per il bimbo e che dovrebbe spingere la genitrice in direzione di un accurato controllo, visto che quasi mai un bimbo rifiuta il latte della mamma se non in presenza delle sopracitate condizioni.

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Emblematico in questo senso è stato il caso della 26enne inglese Sarah, accortasi di avere un cancro al seno di grado 2 proprio a seguito del continuo rifiuto da parte del piccolo Teddy di nutrirsi con il suo latte e di una serie di urla strazianti prodotte dal piccolo che hanno consentito alla ragazza di intuire che la problematica andasse ben oltre la semplice sfera del “capriccio” o che potesse essere riconducibile a banali incidenti di percorso, come le celeberrime e fantomatiche colichette o un po’ di indigestione.

Già sotto controllo medico per via di una serie di noduli al seno sviluppatisi nel corso del 2013, poi rivelatesi benigni e non associabili a patologie di tipo oncologiche, Sarah aveva infatti comunque deciso di allattare il suo piccolo al seno, nonostante le potenziali problematiche, scoprendo così che la situazione era precipitata e che le formazioni nodose avevano dato vita ad un’autentica neoplasia, rivelatasi proprio a partire dalle urla del piccolo Teddy e da una serie di accurati controlli alla quale la madre si è sottoposta, dopo aver escluso in sede medica che il rifiuto potesse essere determinato a partire da qualche cortocircuito organico presente nel bimbo, come un’allergia al lattosio

Ad insospettire la neomamma è stato il fatto che il bambino tendesse ad alimentarsi senza problemi di sorta quando veniva avvicinato al seno destro, mentre iniziava ad urlare ogniqualvolta Sarah provava ad avvicinarlo al seno destro, denotando così una differente composizione del latte.

Infinitamente grata e riconoscente al suo piccolo e alla scelta di allattare al seno, Sarah potrà dunque tornare alla sua vita e alle gioie di mamma dopo aver debellato un male colto “in tempo” proprio grazie ad un’anomalia che è andata ad identificare su quel vitale nutrimento che risulta talmente prezioso da non ammettere eccezioni di sorta.

 

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