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Morbillo, altri sei casi nell’ospedale dove è morto il bimbo affetto da leudemia

26 giugno 2017
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Morbillo, altri sei casi nell’ospedale dove è morto il bimbo affetto da leudemia

Una volta accertato, nel modo più tragico possibile, che il morbillo non rappresenta affatto una piacevole eventualità (come sostenuto da qualcuno) e che non vi è ragione alcuna per rigettare il vaccino specifico, la questione si sta rapidamente spostando su un terreno più pratico e meno astratto, dato che una mini-epidemia è già in atto in Italia e che il personale medico dislocato per la Penisola si trova intento a cercare di debellare la perniciosa malattia in un numero di soggetti contagiati sempre più ampio.

Mentre si discute ancora sulle specifiche cause che hanno portato il bambino di sei anni, affetto da leucemia, a contrarre il morbillo e a morire proprio mentre si trovava già ricoverato per via della sua pregressa condizione clinica, si è scoperto che. nello stesso ospedale entrato tristemente nelle cronache nostrane, si sono fatti registrare altri sei casi di contagio nel periodo compreso tra il mese di febbraio e marzo.

morbillo sei casi

Mentre il personale e i responsabili dell’ospedale negano che il piccolo possa aver contratto la patologia all’interno della struttura e mentre i genitori del bambino, dal canto loro, negano che il morbillo possa essergli stato attaccato dai fratelli rigorosamente non vaccinati, spulciando nelle vicende ospedaliere è infatti emerso un quadro legato ad una piccola epidemia che avrebbe coinvolto non solo i pazienti della struttura, ma anche parte del personale medico in servizio, trasformandosi dunque in una miccia pronta ad esplodere.

Epicentro di un picco di casi che ha interessato 15 soggetti residenti nell’area brianzola, l’ospedale San Gerardo è dunque divenuto il luogo dove il morbillo ha fatto al sua comparsa e dove il personale medico si è trovato costretto a combattere con una patologia rimasta silente fino al giorno in cui l’annosa disputa sui vaccini ha fatto accendere i riflettori mediatici sulla struttura brianzola.

In attesa che ulteriori disamine chiariscano la verità relativa al tragico decesso del bimbo ricoverato presso al struttura e che l’obbligo vaccinale riporti rapidamente le cose alla normalità, è dunque il caso che le istituzioni sanitarie cerchino di debellare tutti quei focolai che hanno tristemente mostrato ad un’Italia scettica come il morbillo non rappresenti affatto un’eventualità auspicabile.

 

 

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