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Obbligo vaccinale, oltre 800 mila bambini non in regola

22 maggio 2017
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Obbligo vaccinale, oltre 800 mila bambini non in regola

Per un attimo, il nostro Paese ha accarezzato il sogno di poter uscire dall’incubo anti-vaccinale facendo leva sulla razionalità e su una serie di campagne informative rivolte a far comprendere al grande pubblico la fallacia di tutte quelle tesi che prevedono le vaccinazioni infantili alla stregua di un complotto ordito dalle case farmaceutiche, per finalità ancora oscure e prive di logica alcuna.

Fallita tristemente la strada che conduce in direzione del dialogo e della comprensione, l’Italia si è svegliata in questi ultimi mesi con il ritorno in auge di patologie che si credevano debellate (morbillo in primis), con epidemie pronte ad esplodere in ogni dove, con i richiami ufficiali emanati da Oms e Unione Europea e con una sorta di senso di sconforto derivante dal ridicolo più assoluto nel quale siamo ormai sprofondati senza via d’uscita alcuna.

vaccinazioni

Per quanto risulti spesso odiosa e impopolare, la coercizione si è dunque resa necessaria per salvaguardare la salute di milioni di bambini alle prese con genitori indottrinati dalla peggior propaganda e convinti di essere diventati d’un tratto immunologi esperti per aver letto qualche pagina web a caso o per aver selezionato l’opzione “mi piace” sotto un post su Facebook.

Ecco dunque che il Ministero della Salute ha (finalmente) stabilito, nei giorni scorsi, l’obbligo assoluto del ricorso alle 12 vaccinazioni attualmente in calendario, decretando l’impossibilità per i bambini non vaccinati di iscriversi ad asili nido, scuole d’infanzia e scuole elementari e corredando il tutto con una serie di sanzioni a carico dei genitori in grado di spingersi in direzione della revoca della patria potestà.

All’indomani della nuova norma, ecco dunque che il vaso di Pandora dell’antivaccinismo si è finalmente scoperchiato, rivelando un numero di bambini “non a norma” pari a 800 mila unità ed innescando quella corsa al vaccino che si pone ormai come condizione sine qua non per l’avvio del corso di studi basilare, anch’esso ovviamente obbligatorio.

Mentre alcune madri facenti capo alle associazioni No Vax invitano addirittura ad abortire, perché a loro avviso è meglio un bambino morto (o mai nato) che uno vaccinato, il nostro Paese è ormai giunto con le maniere forti a comprendere quanto il senso di ridicolo sia uscito dalle paginette su internet per diventare una costante nazionale.

 

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