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Passata la crisi, i bambini tornano dal dentista

15 maggio 2017
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Passata la crisi, i bambini tornano dal dentista

I reali effetti di una crisi economica o di una fase di inflazione prolungata non si valutano tanto dall’inevitabile calo di generi di consumo “superflui”, ma dal fatto che le contingenze, col passare del tempo, iniziano a portare i soggetti colpiti a ritenere anche l’ambito complessivo legato alla salute come un surplus, al quale risulta possibile rinunciare senza troppe sofferenze.

A fare le spese di contingenze mai tanto nefaste sono state infatti quelle cure ortonditiche che sono state percepite sempre più alla stregua di un fattore trascurabile o rimandabile e che hanno visto decine di migliaia di genitori rinunciare a curare i denti dei loro bambini, ritenendo che una carie sui denti da latte non fosse poi un problema tanto prioritario.

bambini dentista

Ricordando come la carie nei bambini è spesso un epifenomeno legato ad un’alimentazione errata e come il fatto che i dentini da latte debbano cadere, prima o poi, non autorizza i genitori ad infliggere un calvario ai loro bimbi, i dentisti riuniti nel corso del congresso annuale a Bologna hanno voluto salutare il ritorno dei bambini negli studi medici come il segnale della fine della crisi e del ritorno allo statu quo.

Un’indagine denominata EduCarie, realizzata per conto dell’Accademia Italiana di Conservativa (AIC), ha infatti rivelato come l’anno appena concluso abbia visto nove genitori su dieci intenti ad accompagnare i loro figli, almeno una volta, in uno studio dentistico, per via di problemi legati alla carie, per la correzione della struttura dentale o per un semplice controllo finalizzato a scongiurare l’insorgenza di futuri problemi.

Rapportando la stima di EduCarie con quella fatta registrare durante l’anno nero 2013, quando solo il 39% degli Italiani si era rivolto al dentista, si può tranquillamente affermare che gli effetti peggiori della grande crisi economica si trovano oramai alle spalle e che i nostri concittadini hanno ricominciato a percepire le reali priorità come tali e non come qualcosa di rimandabile o eliminabile.

 

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