Universo Bambini
3

Pediatra si ammala di tubercolosi, allarme per 3500 bambini

28 settembre 2016
2629 Visualizzazioni
0 Commenti
2 minutes read
Pediatra si ammala di tubercolosi, allarme per 3500 bambini

Tutte le persone che si trovano a lavorare a stretto contatto con i bambini, pediatri soprattutto, si trovano per loro stessa natura più esposti al rischio legato alla contrazione di patologie virali e a fungere, loro malgrado, da vettori per ulteriori mini-epidemie, dato che il continuo assalto operato da virus e batteri resta speso latente e asintomatico prima che si manifesti nella conclamazione di un’effettiva patologia.

Se dunque i pediatri si trovano ad essere più soggetti a contrarre influenze e raffreddori rispetto ad altre categorie professionali, i problemi iniziano quando i medici dei bambini contraggono patologie piuttosto serie come la tubercolosi (tbc) e quando il continuo contatto con il mondo infantile può agevolmente tradursi in una diffusione patologica dalle potenzialità catastrofiche.

pediatra con la tubercolosi

Tutt’altro che teorica, l’ipotesi ha preso corpo in quel di Trieste, dove la notizia relativa alla contrazione della tubercolosi da parte di una pediatra locale ha dato il via ad una corsa in direzione di esami e vaccini che ha coinvolto 3490 bambini e dato il “la” al più che giustificato allarme sanitario su larga scala, dato che la tbc può agevolmente rivelarsi letale se contratta da un soggetto di pochi mesi e privo delle difese immunitarie utili ad arginare una patologia già piuttosto grave di suo.

Ad amplificare la portata dell’allarme è stato il fatto che la pediatra, di servizio presso la Asl locale, ha contratto la malattia un anno fa ed è rimasta in servizio, probabilmente all’oscuro delle sue reali condizioni di salute, fino al 15 settembre scorso, data in cui i sintomi si sono fatti sempre più evidenti ed è stato necessario il ricovero per prevenire ulteriori complicazioni.

Partendo da un test della tubercolina condotto su larga scala, le autorità sanitarie locali mirano dunque ad operare una prima cernita di quei soggetti in età pediatrica che si trovano esposti a rischi maggiori, al fine di mantenere sotto controllo una situazione precipitata per via di quell’inconsapevole pediatra, divenuta suo malgrado vettore di una possibile epidemia infantile.

 

[adrotate banner=”3″]

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi