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Pericoli in casa: come rendere la dimora a prova di bambino

21 giugno 2016
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Pericoli in casa: come rendere la dimora a prova di bambino

In virtù di uno strano paradosso biologico, l’essere umano si trova ad essere la forma di vita più evoluta sul pianeta Terra, ma al tempo stesso quella in cui lo sviluppo delle facoltà cognitive e della sua dimensione istintuale si trovano ad essere più lente e meticolose, di modo che, se una lucertola di pochi giorni percepisce immediatamente un eventuale pericolo e fugge a coda levata, un bambino di un anno corre invece felice verso la fonte del pericolo con tanto di sorriso sulle labbra, ovviamente destinato a spegnersi dopo l’impatto.

Se la cosa risulta evidente già dai primi giorni di vita del piccolo, con il progredire delle facoltà motorie si ha quasi la sensazione che nostro figlio si trasformi in una sorta di rilevatore di pericoli dei quali non immaginavamo l’esistenza e che ogni angolo, stipite o oggetto contundente presente in casa lo attragga a sé con la stessa forza con cui una mina anti-uomo attira un dispositivo impiegato per ripulire i terreni di guerra.

pericoli in casaPremesso che le precauzioni non sono mai troppe e che un bambino piuttosto curioso riuscirebbe a ferirsi persino con un batuffolo di ovatta morbido come la coda di un coniglietto appena nato (e ovviamente già consapevole del pericolo), esistono comunque alcune linee guida in grado di mettere in sicurezza la casa e di impedire che un urto o una caduta si trasformino nell’occasione per una lesione piuttosto seria.


Precondizione alla messa in sicurezza dell’ambiente domestico è rappresentata dalla nostra capacità di operare una cernita degli oggetti presenti in casa non appena il bambino comincia a camminare (o a gattonare) e a stabilire cosa deve restare al suo posto e cosa può venire invece tranquillamente sacrificato in attesa di tempi migliori, dato che orpelli, soprammobili e ornamenti possono tranquillamente venire spostati o eliminati e che non rappresentano una componente peculiare per il corretto funzionamento della casa.

Medicinali e detersivi

bambino detersivi

Dato che i primi passi del bambino si compiono generalmente in una fase della vita in cui la bocca rappresenta ancora la porta d’accesso principale al mondo circostante e che le cose vengono prima assaggiate e poi manipolate, la prima regola prevede che detersivi, saponi e medicinali vengano riposti il più lontano possibile da terra o ad eventuali appigli che consentono al bimbo di arrampicarsi.

Le frasi “tanto, non riuscirà mai ad arrivarci” e “tanto, non è in grado di aprirlo” lastricano infatti le corsie dei pronto soccorso almeno quanto le buone intenzioni pavimentano l’Inferno, visto che l’esplosione delle abilità manuali è rapidissima e che, subito dopo aver imparato a camminare, il bimbo impiega pochi mesi per salire e scendere da ogni superficie, andando a servirsi di sedie e supporti per raggiungere l’oggetto delle sue brame, il quale, guarda caso, è spesso rappresentato dal meno sicuro presente nel campo visivo

Spigoli,cassetti e porte

Dato che non esiste al mondo un solo spigolo sul quale vostro figlio non sbatterà il capo, né un cassetto o una porta che non tenterà di aprire e chiudere infinite volte, il problema non è se inibire o meno l’accesso al bambino ai pericoli di natura materiale, ma come farlo senza che la casa si trasformi in un percorso ad ostacoli per noi stessi o che i mobili ai quali eravamo tanto affezionati subiscano danni irreparabili a causa di adesivi o solventi chimici.

para spigoli

Per quanto riguarda gli spigoli, la soluzione è piuttosto semplice, ma comporta un notevole carico di attenzione, dato che i comuni para-spigoli in commercio risultano effettivamente in grado di assorbire gli urti a fronte di una spesa esigua, ma possiedono tuttavia la capacità di attirare l’attenzione del bambino, curioso di fronte all’anomalia e volenteroso di rimuoverli dalla loro sede naturale ogni tre per due, il che comporta un continuo check-up degli spigoli di casa e la sostituzione frequente dei para-spigoli rimossi.

Per quanto concerne i cassetti (o le ante degli armadietti), è possibile bloccare la loro chiusura attraverso l’adozione di sistemi di sicurezza adesivi, dotati di un gancio in grado di congiungere le due estremità mobili, ma potrebbero alla lunga risultare tuttavia fin troppo adesivi nel momento in cui non servono più e in cui la loro rimozione definitiva si trasforma in un problema nostro e del nostro arredamento, soprattutto se li abbiamo disseminati per casa come se non ci fosse un domani.

Il consiglio è dunque quello di adottare una soluzione ibrida e di ricorrere ai sistemi di sicurezza “ufficiali” solo laddove sussiste effettiva necessità, provvedendo a serrare cassetti e ante dotate di maniglia con un simpatico nastro annodato che farà desistere il bimbo dai suoi propositi senza oneri aggiuntivi.

Sul versante relativo alle porte, siano esse di tipo classico o a scorrimento, un’agevole soluzione giunge da appositi ferma-porta in plastica da inserire tra il pavimento e la porta di modo da impedirne la chiusura, l’apertura e le urla del bambino alle prese con colpi in testa e dita rinchiuse all’interno della minuscola fessura.

Attenzione alle sedie…

bambina su sedia

Una volta compiuto l’anno e mezzo il bambino dispone ormai delle abilità tecniche e dell’intelligenza necessaria ad impiegare gli oggetti come mezzo per raggiungere qualcosa che attira la sua vista e, una volta compreso come si sale sulle sedie, non esiterà a servirsene per raggiungere nuovi orizzonti e per scalare tavoli, librerie e tutto quanto risulta a portata di lancio o comunque raggiungibile dopo aver agevolmente spostato il suo nuovo trampolino personale

Dato che, come nel caso di Icaro, maggiore è l’ascesa, più rovinosa si fa la caduta, il consiglio è quello di creare un ambiente in casa off-limits dove riporre le sedie al termine del loro naturale utilizzo e di incentivare il bambino ad utilizzare il corrispettivo in miniatura, dato che le sedie per bambini presenti in commercio dispongono di un peso piuttosto contenuto e di un baricentro studiato appositamente per impedire ribaltamenti e non dovrebbero, inoltre, possedere un’altezza tale da consentire al piccolo esploratore di arrampicarsi su tavoli o comò partendo dal nuovo supporto.

Predente dunque uno sgabuzzino o al vostra camera da letto e abbiate la pazienza di riporvi le sedie subito dopo che avete finito di pranzare o cenare fino a quando il bambino non imparerà a conoscere l’univoca funzione dello strumento: garantiamo per esperienza diretta che la fatica di dover sgomberare l’ambiente è nulla rispetto a quella che comporta una corsa al più vicino ospedale o il tentativo di effettuare una diagnosi su un esserino non in grado di riferire correttamente circa il trauma subito

..e alla tovaglia!

bambino pericolo sedia

Ora che avete sgomberato la cucina da sedie e affini e che il tavolo si trova in bella mostra al centro del locale, adottate un’ulteriore precauzione e togliete la tovaglia prima che il piccolo comprenda che tirando un’estremità avrà agevolmente accesso a tutto quanto si trova al centro del mobile, compreso quel prezioso vaso cinese risalente all’epoca Ming che rischia di andare in frantumi proprio mentre voi vi compiacete per il lavoro svolto sul versante sedie.

Intorno ai 20 mesi di età il bambino possiede infatti un livello di progettualità tale da trovare soluzioni a piccole problematiche tecniche e nel caso abbia deciso di non poter vivere senza quello splendente oggetto che fa bella mostra di sé sul tavolo, troverà nella tovaglia un inaspettato alleato e nei cocci in frantumi un nemico imprevisto.

I piccoli oggetti

Inutile ricordare che i bambini piccoli tendono ad inghiottire ogni sorta di piccolo oggetto che trovano a portata di bocca, ma forse è opportuno ricordare come vengano spesso lasciate incustodite altre tipologie di oggetti che, pur non essendo così minuti da poter venire ingeriti, si compongono di parti separabili che possono agevolmente riproporre il problema a fronte di una semplice manipolazione.

Se una bottiglia d’acqua di plastica o un telecomando, ad esempio, non rischiano in quanto tali di conficcarsi nella trachea del bimbo, è ampiamente possibile che la causa di soffocamento giunga dal tappino, dall’anellino di plastica posto sul collo o da un tasto staccatosi durante l’urto, il che obbliga a fare un ulteriore censimento degli oggetti presenti in casa e a valutare quali di essi constino di sotto-porzioni staccabili e pronte a finire in gola all’ignaro bambino.

Oltre a riporre anelli, orecchini e quant’altro al riparo in uno dei cassetti chiusi secondo le modalità sopraelencate, si raccomanda dunque di allontanare oggetti potenzialmente scomponibili (almeno fino al secondo anno di età dei bambini) e di neutralizzare le minacce legate a tappini e consimili andando a svitarli, oppure semplicemente riponendo l’acqua in un ripiano fuori dalla sua portata.

Prese elettriche e altri pericoli

bambino con presa elettrica

Incubo per intere generazioni di genitori e nonni, le prese della corrente si trovano oggi ad essere un pericolo molto meno marcato, dato che tutte le moderne dimore e gli impianti elettrici di ultima generazione dispongono di un dispositivo salva-vita ing grado di impedire le fuoriuscite di corrente impreviste e dunque di trasformare il bimbo curioso i un sorta di conduttore per una scarica potenzialmente letale.

Prima di lasciare scorrazzare il bimbo per casa, conviene comunque fare un controllo ed assicurarsi che le prese si trovino ad essere totalmente sicure, dato che anche un minimo malfunzionamento o un’esigua percentuale di rischio potrebbero dar luogo a rimpianti infiniti.

Discorso analogo per i moderni elettrodomestici, con i proverbiali asciuga-capelli e tostapane in testa, ormai studiati per impedire che il loro contatto accidentale con l’acqua dia luogo ad una scossa mortale, ma comunque sempre bisognosi di revisione e sostituzione a fronte di lunghe sessioni di utilizzo.

Sempre ricordando che il bambino alle prese con i primi passi necessita di vigilanza e attenzione continua e che, come premesso, potrebbe davvero farsi del male anche con un batuffolo di ovatta, l’invito è quello a minimizzare i rischi più evidenti e a portare pazienza prima di poter ricondurre l’abitazione alla sua normalità: con ala stessa velocità con cui vostro figlio ha imparato ad esplorare il mondo, riuscirà facilmente a comprendere l’esatta funzione di ogni oggetto presente in casa casa; d’altronde, se l’essere umano si trova ad essere la forma di vita più evoluta presente sul Pianeta Terra, ci sarà pure una ragione!

 

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