Universo Bambini
2

Come portare i bambini al supermercato senza troppe ansie

1 luglio 2016
2821 Visualizzazioni
0 Commenti
14 minutes read
Come portare i bambini al supermercato senza troppe ansie

Quasi in virtù di un paradosso biologico, siamo per nostra natura portati a desiderare il riposo, salvo poi scoprire di non sapere affatto come impiegare quegli attimi di quiete alle fermate degli autobus o alle casse del supermercato e decidere che cedere ad una piccola tentazione, come accendersi una sigaretta o comprare lo snack sapientemente esposto in prossimità della cassa, potrebbe rappresentare un efficace antidoto alla noia.

Se per gli adulti la pratica della spesa settimanale rappresenta comunque un’attività totalizzante destinata a culminare nella noia e negli snack solo nella sua fase terminale, i bambini sono invece portati a lasciare vagare libero lo sguardo lungo le corsie dei supermaket, non avendo altro da fare o liste della spesa da seguire, con il risultato di scoprire quasi per magia di desiderare qualunque cosa attragga la loro attenzione e di mettere in atto capricci e sceneggiate qualora il loro temporaneo desiderio non si trovi ad essere appagare nel modo più rapido possibile, cosa ovviamente impossibile datala vastità e l’assurdità delle richieste partorite dai piccoli.

bimbo supermarket

Il fenomeno noto come “sindrome da supermercato” inizia a manifestarsi già dopo il compimento del primo anno di età, quando il bambino ha perfettamente iniziato a sviluppare un marcato interesse per il mondo circostante ed iniziato a comprendere il funzionamento dei capricci e delle rudimentali strategie finalizzate a far crollare i genitori sotto i colpi della disperazione più assoluta.

Prima di rinunciare per sempre alle escursioni al supermercato, di affidare l’intero fardello sule spalle di un solo membro della coppia o di tornare dalla spesa con il portafoglio vuoto e il bimbo interamente insozzato con dolcetti e porcherie, in grado di mettere in crisi l’intero sistema di certezze alimentari che avevate pazientemente elaborato, occorre pianificare nel dettaglio la breve capatina come se si trattasse di una gita fuori porta e stabilire regole chiare, utili a prevenire che la sindrome da supermarket non si sostituisca a quella da frigorifero vuoto.

Rispetto delle regole, innanzitutto!

Dato che la maggior parte dei supermercati prevedono regole certe riguardo l’esatta collocazione dei bambini all’interno degli appositi spazi, ubicati nei carrelli della spesa, non vi è ragione alcuna per contravvenire ad una norma ideata per garantire la sicurezza dei più piccoli e per alleviare il vostro tormento tra le corsie.

La prima regola per compiere il percorso ad ostacoli in tutta tranquillità prevede infatti che non si conceda ai bambini di collocarsi all’interno dei carrelli, opzione logicamente preferita da tutti i bimbi del mondo per ragioni legate a maggior libertà motoria, ma assolutamente sconsigliata in caso si decida di non trasformare la spesa in un viaggio della speranza.

bimbo spesa al supermarket

Oltre ai pericoli derivanti da possibili evasioni o dalla manipolazione dei prodotti acquistati condotta in assenza di controllo, la costante soglia d’attenzione da mantenere vi condurrà alle casse già seriamente provati, con conseguente impossibilità di far fronte alle richieste del bimbo e di sopportare eventuali capricci.

Inoltre, potendo alzarsi in piedi e sedersi a loro piacimento, i piccoli si trovano in grado di afferrare la merce con maggior facilità, entrando in possesso di prodotti difficili da strappare dalle loro mani, una volta prelevati e ormai diventati ben noti come fonte primaria di sceneggiate e pianti.

Al contrario, riporre il bimbo all’interno degli spazi a lui dedicati, siano essi i tradizionali seggiolini o comode postazioni inferiori a forma di macchinina, permette un controllo visivo continuo del bambino e la possibilità di fare la spesa senza troppe distrazioni.

Pianificate il percorso!

Premesso che rinunciare al piacere di girovagare senza meta in un supermercato, magari prima dell’ora di cena, è un’operazione complessa e dolorosa, in caso si decida di portare un bambini piuttosto vivace, converrebbe pianificare l’itinerario da compiere attraverso le corsie, studiando bene la lista della spesa e cercando di evitare ad arte le zone del supermarket in cui l’attrattiva per i bambini diventa irresistibile, di modo da poter limitare i loro capricci alla soglia degli oggetti di utilizzo comune, senza trovarsi la casa piena di giochi e balocchi ogni volta che si esce.

In caso il bambino abbia un’età inferiore ai due anni, l’operazione potrebbe venire compiuta senza troppi problemi, dato che la netta predilezione per una sfera di oggetti marcatamente ideata per stimolare la loro creatività comincia a farsi largo con il pieno sviluppo delle facoltà intellettuali e che è possibile distrarre un bimbo molto piccolo semplicemente facendogli tenere in mano per qualche minuto un oggetto appena acquistato, privo di rischi per la sua incolumità e per il vostro portafoglio, già costretto a razzie dettate da normale amministrazione.

spesa col bimbo

Se il piccolo si trova ad essere un po’ più grandicello, sarà difficile invece evitare le corsie dei giocattoli, ma si potrà porre rimedio alle tentazioni alimentari che sorgono in prossimità delle case cercando di frequentare apposite catene di supermercati (u2, ad esempio) che hanno recentemente annunciato il bando di ogni tentazione dalle loro casse, uniformandosi agli inviti comunitari che vedono proprio nel cibo spazzatura posizionato ad arte uno dei moventi per l’obesità infantile.

In ogni caso, il consiglio è quello di fare in modo che ogni spesa risulti ottimizzata e funzionale e che le possibili divagazioni vengano compiute solo quando si è sicuri che il pargolo si trovi in tutt’altre faccende affaccendato e non tenti di svicolare fuori dal seggiolino o di brandire qualcosa di troppo appetibile ai suoi occhi.

Come comportarsi in caso di capriccio

Pur non trovandosi provvisti di una progettualità tale da consentire la piena messa in atto di strategie finalizzate all’ottenimento di quello che desiderano, i bambini in età prescolare hanno una memoria storica di tipo istintivo perfettamente sviluppata e ricordano benissimo il senso di agitazione che vi aveva pervaso in corrispondenza del loro ultimo capriccio in pubblico; ragione che li spinge a mettere in atto autentiche sceneggiate con molta più frequenza di quanto non accada tra le mura domestiche.

Dato che il fine ultimo di un capriccio è quello di piegare la resistenza emotiva dei genitori fino al conseguimento dell’obiettivo preposto e dato che i bimbi imparano subito che questa operazione riesce molto più facilmente in pubblico, dato che i genitori tendono perdere la calma di fronte all’opinione altrui e non voler incappare nel giudizio (spesso stupido e immotivato) di emeriti sconosciuti che si permettono di lanciare “poverino” in ogni direzione, il piccolo adotta una strategia amplificata in proporzione al crescere della platea di riferimento e il supermercato si trova ad essere, guarda caso, il suo ambiente prediletti, dato il sovraffollamento rispetto all’estensione della superficie.

scenggiate al supermarket

L’unico modo per far fronte a crisi di pianto improvvise, consiste nell’applicare le stesse regole che adottereste dentro casa e nel non alimentare una spirale che inizia con un oggetto di futile interesse e che si conclude con il disinteresse verso lo stesso oggetto, una volta ottenuto, andando ad ignorare il capriccio del bimbo senza perdere la calma e senza badare ai commenti degli altri avventori del supermercato.

Non trovandosi ad essere dettato da una reale necessità o dalla percezione di un disagio, il pianto del bambino è infatti destinato a cessare una volta svuotato della sua importanza, ragione che impone ai genitori di proseguire con la spesa come se nulla fosse e di riporre sugli scaffali quanto prelevato dai bambini senza indebita spiegazione.

A differenza di altri metodi dissuasivi verso i capricci, non vi è ragione alcuna per dilungarsi in lunghe spiegazioni o disquisizioni pedagogiche con il bimbo, dato che il piccolo è perfettamente consapevole dell’associazione di idee che lo porta a piangere, strepitare e contorcersi per ottenere qualcosa che risulta bandito e che è consapevole del perché i genitori non possono concedergli tutto quanto desidera in ogni momento, dato che gli è stato spiegato a più riprese.

Vivamente sconsigliato anche il sistema basato sulle ricompense che prevede un piccolo omaggio al bambino in caso “faccia il bravo” e non urli al punto di fare accorrere la vigilanza e le forze armate ogni due passi, per la semplice ragione che ogni incentivo o premio promesso non si troverà mai ad essere sufficiente agli occhi del bimbo e che i capricci torneranno in auge in seguito con l’intento di raggiungere obiettivi sempre più importanti a fronte del suo corretto comportamento.

Il bambino deve apprendere al più presto che un comportamento moderato non è funzionale all’ottenimento di un traguardo, ma il naturale approccio nei confronti delle situazioni sociali; il che non esclude che voi possiate effettivamente concedergli qualche gioco o qualche dolcetto ogni tanto (in fondo lo facciamo anche con noi stessi!), ma non come conseguenza del rispetto delle norme.

Fate dunque in modo che il capriccio non diventi l’arma per ottenere qualcosa non solo nell’immediato, ma anche e soprattutto nel lungo termine e che le escursioni al supermercato si trasformino nell’occasione per concedere a tutta la famiglia un momento di svago sereno, condito magari da un piccolo regalo da fare ad ogni membro per rendere l’esperienza piacevole e non per il timore che la sua mancanza scateni una guerra mondiale in pubblico.

Cercate di coinvolgere il bambino non appena possibile

Superata la fase critica legata ai primissimi anni di età, è possibile rendere l’esperienza all’interno dei supermercati alla stregua di un’avventura da vivere insieme, rendendo il bimbo partecipe dei vostri acquisti ed incentivandolo a trovare tutto quanto tornerà utile al corretto svolgimento della vita familiare.

A partire dal terzo anno di età (volendo anche prima) cercate di istituire un rapporto di causa-effetto tra gli oggetti e i loro utilizzo, spiegando pazientemente a cosa servono le foglioline di basilico appena comprate e interrogandolo su eventuali altri acquisti da fare per realizzare un piatto di suo gradimento, fingendo magari di aver dimenticato al ricetta e di necessitare e del suo aiuto.

bambinosupermercato

Coinvolgere i bambini nelle attività genitoriali e tentare di porli su un piano ideale in cui sono loro a dare regole e norme ai genitori aiuta infatti a rafforzare l’autostima del piccolo e a farlo sentire importante nel quadro della vita familiare, distraendolo così dalla visone del giocattolo o del dolcetto in virtù di un ruolo di responsabilità simulata che il bimbo percepisce come reale.

Preparate dunque il terreno, spiegando al bambino di cosa si compone una determinata ricetta e una volta giunti,al supermercato simulate amnesie tali da richiedere il suo intervento e invitatelo a cercare i prodotti sulla base delle confezioni che gli avete mostrato prima di uscire di casa.

Così facendo, la spesa si trasformerà in un piacevole diversivo alla routine quotidiana e il supermercato in uno strano regno dove il bambino diventa “adulto” per un po’ di tempo, divertendosi senza stancarsi e giungendo alle case pienamente appagato, privo di quella tentazione al vizio che trova nella noia e nel riposo il suo substrato più fertile.

 

[adrotate banner=”16″]

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi