Universo Bambini
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Posso dargli una merendina ogni tanto?

14 giugno 2016
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Posso dargli una merendina ogni tanto?

Quasi in virtù di uno scherzo molecolare ideato da un destino crudele, sono sufficienti pochi anni di esperienza per comprendere come le parole “buono” e “salutare” difficilmente si trovino contenute nella stessa espressione e come tutto ciò che ci appassiona e tormenta possieda in sé i germi della nostra rovina e la capacità di accorciare la nostra permanenza sul Pianeta, a fronte di qualche breve ora di piacere intenso.

Molto prima che la voglia di fumare, di ubriacarci o di nutrirci con alimenti che trasudano grassi da ogni poro prenda il sopravvento sulla nostra ragione, ci capita di entrare in contatto con quelle proverbiali merendine che ci vengono proposte in una confezione tanto accattivante da porsi come fine ultimo della nostra esistenza, dato che i condizionamenti sociali e pubblicitari, già presenti nelle nostre menti adulte, risultano impossibili da razionalizzare per un bambino di pochi anni, per il quale la vita si svolge “qui ed ora” e i concetti di futuro e progettualità risultano astratti più o meno come un’opera di Kandinskij.

concedere merendina

Non essendo il bambino in grado di istituire un’equazione che inizia con una merendina e termina con una serie di variabili impazzite, comprensive di obesità, diabete, diete dimagranti, ipercolesterolemia ed iperglicemia, spetta dunque ai genitori decidere se, come e quando soddisfare il desiderio del piccolo e come gestire al meglio le scelte derivanti dalle proprie convinzioni personali, evitando effetti-boomerang, capricci insostenibili o crisi di coscienza a posteriori.

Chiarendo da subito che questo post non intende affatto riaprire l’eterna diatriba sull’opportunità di concedere o meno qualche merendina ai bambini o cercare di convertire le opposte fazioni alimentari che si fronteggiano quotidianamente sui social networks a colpi di studi clinici, l’obiettivo di questo breve articolo è quello di fornire qualche consiglio in grado di conferire coerenza e autorevolezza alla scelta già operata e di cercare di motivare le tre possibili risposte di fronte all’affaire merendina.

Assolutamente no, le merendine fanno male!

In caso apparteniate all’ampia categoria di genitori che trascorrono ore e ore alla ricerca dei prodotti migliori per i loro bimbi, che preparano succulente torte a base di farina di kamut egiziana e stevia biologica brasiliana raccolta durante una giornata di pioggia in primavera, la risposta al quesito iniziale è deve essere un no più assoluto e senza deroghe, dal momento che anche una singola eccezione potrebbe mettere in crisi il vostro universo e portarvi a trascorrere notti insonni nel terrore di aver compromesso per sempre il lavoro di una vita e la salute del piccolo.

bambina mangia merendina

La strategia basata sul far apprezzare al piccolo i piaceri di una cucina genuina e priva di conservanti è sicuramente quella destinata a dare i maggiori frutti nel lungo termine, dato che prima o poi il bambino crescerà e comprenderà perfettamente di essere stato ingannato dalla pubblicità e che tutti quei bambini felici di gustare merendine industriali simulavano il loro piacere sotto compenso, oppure non avevano assaggiato i biscotti fatti in casa dalla mamma con tanto amore.

Tuttavia, per portare a termine il proprio obiettivo senza dare luogo ad un effetto-boomerang e senza temere che il bimbo spenda tutta la sua paghetta un giorno nel supermercato più vicino, facendo incetta di dolci e merendine, bisogna mantenere quell’autorevolezza necessaria a fare apparire il totale rifiuto alla stregua di un atto di amore e non di una volontà punitiva.

Nel momento stesso in cui il bimbo dovesse trovarsi deriso dai suoi coetanei per via della merendina non convenzionale o guardare ore e ore di spot in tv invidiando gli altri bambini alle prese con festini alimentari, è necessario che il genitore sappia porsi in modo credibile come unica fonte sicura alla quale attingere, dal momento che eventuali spiegazioni relative a diabete o consimili non placheranno l’appetito del vostro bimbo e non lo metteranno al riparo da quell’ansia da omologazione alimentare che contraddistingue i primi rapporti sociali dai bimbi.

bambini e merendine

Solo in caso la mamma e il papà riescano a convincere il piccolo che la sostituzione di una merendina industriale col corrispettivo salutista, cercando di spiegare pazientemente senza tentare di indottrinare il bimbo, comporta vantaggi nell’immediato (oltre che a lungo termine) e che sono gli “altri” e mentire circa la bontà dei prodotti e non di certo i genitori, l’operazione andrà a buon fine e porterà il bambino ad apprezzare gli sforzi che mamma e papà fanno per lui e a comprendere quanto l’acquisto di una merendina industriale si sarebbe rivelata una strada più semplice e agevole per tutti.

Sì alla merendina, ma come eccezione

In caso vi troviate convinti della necessità di fare sforzi per indirizzare vostro figlio verso uno stile di vita sano e naturale, ma riteniate al contempo che una merendina non abbia mai ucciso nessuno e che le eccezioni rappresentino quel piacevole diversivo in grado di conferire senso alle regole, il vero obiettivo è quello di impedire la catena mentale che porta il bambino a percepire una singola deroga come la normalità e a tormentarvi il giorno seguente con la richiesta di nuove merendine.

Premesso che di morti a causa di una singola merendina alla settimana non vi è effettivamente traccia nelle cronache mediche e che un’eccezione alle nostre norme rappresenta una via d’uscita alla routine e rende più piacevole la vita, andando ad assumere le sembianze di una sigaretta dopo cena o di un calice di vino per aperitivo, è doveroso notare come risulti difficile applicare il principio a noi stessi e come il mondo sia pieno di tabagisti convinti di fermarsi alla soglia della singola sigaretta e di alcolisti persuasi a fermarsi al primo bicchiere.

In questo caso, la cosa migliore da fare è quella di cercare di istituire un parallelo tra la nostra vita e quella del bambino e di fargli comprendere come le regole non siano limitazioni che vengono imposte al solo universo infantile, ma che la capacità di autoregolarsi e fermarsi alla soglia stabilita rappresenta una sorta di costante universale.

merendina eccezione

Prendete, ad esempio, qualcosa che a voi piace (tipo un cioccolatino) e mangiatelo insieme al bambino mentre lui si gusta la sua merendina una tantum, mostrandogli così una sorta di complicità che si arresta necessariamente alla soglia prevista per entrambi, di modo che le rinunce del giorno seguente saranno motivate dalla volontà comune di farsi forza di fronte alle tentazione e che, se non trasgredite voi, tanto meno potrà farlo lui.

Numerosi studi attestano infatti che è più facile smettere di bere o di fumare se lo si fa in compagnia e se ci si offre muto supporto psicologico, il che comporta che voi possiate calarvi nei panni dei vostri bimbi e condividere con lui la privazione da merendina, magari trasformando il ritorno alla normalità in un gioco da condurre fianco a fianco fino allo scadere del limite imposto e al ritorno al breve piacere settimanale, reso ancora più piacevole dal cioccolatino che premierà la vostra infinita pazienza.

Via libera alla merendina, senza “se” e senza “ma”

In caso, infine riteniate la merendina somministrata a metà pomeriggio assolutamente non in grado di inficiare il corretto sviluppo e la salute di vostro figlio, a fronte della logica adozione di una dieta equilibrata e della pratica di attività sportiva all’aria aperta, e pensiate che l’isteria collettiva abbia preso il sopravvento andando a demonizzare alimenti prodotti dalla notte dei tempi, dei quali voi stessi vi siete nutriti, i principali problemi non riguardano la sfera psicologica, ma quella organica.

Per quanto si imputino spesso alle merendine facoltà diaboliche quasi sovraumane, nessuno al mondo può negare che cibi densi di zuccheri e grassi saturi si trovino in diretta correlazione con aumenti ponderali imprevisti e con l’ampio spettro di patologie che può sorgere a fronte di una condizione di sovrappeso infantile, spesso molto più perniciosa di quella adulta.

merendina salute

L’irrinunciabile merendina quotidiana andrà dunque inserita in un vasto programma alimentare del quale occupa solo una minuscola porzione ed occorrerà che i pasti principali siano strutturati in modo da bilanciare il grassissimo spuntino, facendo in modo che la quantità giornaliera di calorie derivi in massima parte da frutta, verdure, cereali e che il concentrato di grassi pomeridiano venga per tanto diluito in un oceano di salute.

Se poi la passione seriale per la merendina e il cibo spazzatura si trova a coincidere per quella verso televisione e videogiochi, occorre che vi armiate di pazienza per fare indossare al vostro bambino i pantaloncini e che vi ritagliate del tempo di qualità da spendere in lunghe pedalate o in attività ludiche all’aria aperta, il cui impatto sulla salute riesce spesso ad azzerare i rischi derivanti dalla sedentarietà e della consumo di alimenti troppo grassi.

In conclusione, tanto è semplice assumere una posizione motivata da una base ideologica (qualunque essa sia), quanto è difficile portarla a termine in modo coerente e autorevole, massimizzandone i vantaggi e minimizzandone i rischi grazie all’esercizio di amore e pazienza, con l’intento di svolgere alla perfezione il compito genitoriale senza troppi rancori o rimorsi di coscienza, magari cercando al contempo di sovvertire quella perfida legge e portando le parole “salutare” e “buono” ad inserirsi per magia all’interno della stessa frase.

 

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