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Arriva il primo figlio e la coppia entra in crisi. Come gestire la rabbia e le liti

20 giugno 2016
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Arriva il primo figlio e la coppia entra in crisi. Come gestire la rabbia e le liti

Oltre alle canoniche promesse che ci scambia dall’interno di un cerchio di un anello, esiste una sorta di patto segreto tra i coniugi che prevede l’assoluta volontà comune di non litigare mai davanti alla futura prole e di non fare in modo che le inevitabili tensioni emotive, destinate a sorgere al calare della luna di miele, si riverberino nella psiche dei bambini o diano adito a scenari da film western, con bimbi che piangono, piatti che si rompono e urla rivolte come pistole in uno stallo alla messicana, nel quale nessuno vuole cedere o fare un passo indietro.

Le doverose e più che legittime promesse aggiuntive non tengono tuttavia conto del terremoto psicologico provocato dall’avvento del primo figlio e del fatto che, almeno in sede iniziale, le due persone intente a scambiarsi voti ed anelli verranno coinvolte dal lieto evento al punto di perdere memoria dei loro ferrei propositi e di tutti quei moventi pedagogici che ne avevano ispirato la nascita.

coppia litiga con bambino

In caso rientrare nell’ampissimo novero di tutti coloro che hanno visto l’armonia domestica infrangersi nei momenti successivi all’arrivo del bimbo e che temono di dover suddividere il loro tempo a casa, nel tentativo di consolare il neonato e di tenere a bada un coniuge improvvisamente divenuto estraneo, è nostro dovere informarvi che non litigare davanti ad un bambino piccolo risulta un’impresa quasi impossibile, ma che è possibile gestire la rabbia ed evitare che un movente futile si trasformi nell’occasione per una Guerra Mondiale condotta tra le mura domestiche.

Perché si inizia a litigare dopo il lieto evento?

Esistono decine di cause e concause che ci portano a litigare con maggior frequenza con il partner nelle fasi immediatamente successive alla nascita, ma la loro radice ultima è rintracciabile in un mutamento di tipo biologico-ormonale che sconvolge entrambi i termini della coppia (non solo le mamme!) e che dà origine ad un imprevisto ribaltamento di ruoli e caratteri, di fronte al quale i neo-genitori si trovano spesso spiazzati.

Se l’aumento di testosterone che investe tutte le mamme, rendendole un po’ più aggressive, è infatti un fenomeno dato per assodato da decenni di ricerca e dovuto ad esigenze di tipo evolutivo che prevedono un maggior tasso di aggressività come strumento ideale a difendere la prole davanti a possibili pericoli (è un fenomeno comune a tutti i mammiferi), si è da poco scoperta l’esistenza di un meccanismo analogo, ma contrario, che porta gli uomini a subire invece un calo di testosterone dopo l’arrivo del bimbo, con il risultato di un esercito di papà insospettabilmente mansueti e di mamme irritabili.

figlio manda in crisi la coppia

In sostanza, l’arrivo di un bebè porta le mamme ad essere più frustrate ed irascibili (con ovvie differenze derivanti dal carattere di ognuna) e i papà ad essere più sensibili ed emotivi, con conseguente nuova condizione da gestire e riequilibrio ormonale ben lungi dal vedere la sua fine, dato che i cambiamenti possono protrarre il loro effetto ben oltre il primo anno di vita del bambino e turbare un quadretto familiare già alle prese con difficoltà organizzative, notti insonni e apprensioni legate alla salvaguardia del piccolo.

Già prendendo atto che quanto ci sta capitando è completamente normale e non è il frutto di una qualche strana forma di follia che ci condurrà entro breve a girovagare senza meta in giro per il mondo con indosso solo stracci e un cappello da clown, è possibile accettare serenamente l’idea di una fase transitoria ed evitare di preoccuparsi per tutti gli effetti collaterali che il cambiamento comporta a livello fisico e psicologico, dato che la produzione di testosterone tornerà ad attestarsi sui livelli abituali per entrambi i termini della coppia e che bisognerà riportare i consueti schemi familiari alla normalità con un po’ di pazienza.

Su cosa si discute?

In un contesto già alterato da bombe ormonali e perdita di riferimenti certi, è più che normale che ogni parola assomigli ad un macigno e che la risoluzione di problematiche, di per sé piuttosto banali, riguardanti la gestione del bimbo possano portare in dote una serie di conflitti, dato che il livello di apprensione genitoriale si trova ad essere profondamente differente sulla base dei due sessi.

Può dunque tranquillamente accadere che, a fare scaturire una lite tra le mura domestiche, siano ragioni legate al pianto del bambino, all’opportunità di lasciarlo qualche ora dai nonni, alla semplice organizzazione degli spazi domestici, alla necessità di ricorrere ad un consulto pediatrico ogni 10 minuti o alla difficoltà della coppia di trovare spazi esclusivi in cui l’esistenza cessi di essere monopolizzata dal bambino per qualche ora.

crisi neonato

Qualunque sia lo specifico motivo del contendere, tutte le diatribe traggono origine dal bambino e al bambino ritornano, dato che il piccolo inconsapevole oggetto del contendere assorbirà facilmente le tensioni negative all’interno di casa ed attuerà embrionali strategie per cercare di porro loro termine, comprensive di quelle medesime crisi pianto apparentemente immotivate che fungono spesso da miccia per innescare nuove liti all’infinito.

Come uscire dal tunnel delle liti

Se un primo fattore per mitigare la disarmonia domestica può giungere, come già esposto, dalla presa di coscienza di fronte ai nuovi equilibri creatisi e dalla fiducia in un rapido ritorno alla normalità, un deciso aiuto può giungere dalla capacità di saper programmare le giornate, dal riuscire ad attribuire ruoli certi in famiglia e da rapide evasioni della coppia alla ricerca della serenità perduta, attraverso la creazione di piccoli spazi quotidiani in cui il bambino non risulta emotivamente presente, anche in caso sia fisicamente presente.

Prima condizione al ritorno dell’armonia in famiglia deriva dunque dal sapere pianificare la giornata sulle esigenze del bambino, cercando di stabilire, laddove possibile, orari invariabili per il bagnetto, la pappa (ovviamente nelle fasi successive allo svezzamento) e la messa a letto, prima di trovarsi nella confusione più totale, con mamma che prepara la vaschetta mentre papà si trova in tutt’altre faccende affaccendato o che il bimbo gattoni per casa ad un orario della sera tradizionalmente appannaggio di vampiri e tassisti insonni.

La capacità di organizzare una routine quotidiana non giova infatti alla sola serenità del bambino, ben felice dopo pochi mesi di comprendere come fluisce il corso delle sue giornate e quale sarà la tappa successiva, ma consente di minimizzare i rischi legati ad incomprensioni interne alla coppia e di porre fine ad un’anarchia organizzativa che si traduce spesso nelle genesi di differenti opinioni sulle cosa da a fare in ogni preciso momento.

crisi di coppia figlio

In secondo luogo, occorre da subito chiarire le cose con nonni, zii, cugini ed affini e far capire al resto della famiglia che l’ultima parola in merito alla crescita e dall’educazione del bambino spetta solo ai genitori, prima che i consigli si facciano sempre più insistenti e che ci si trovi a litigare in caso di un’invadenza della suocera o della sorella alla quale non riesce a porre più freni.

Premesso che l’esperienza di chi ha cresciuto figli prima di noi è una preziosa fonte alla quale attingere, i consigli sono graditi solo se richiesti e una continua intromissione nelle decisioni della coppia rischia di usurarla e di fare sentire i genitori non adeguati al duro compito che si para davanti a loro, con conseguente carico di frustrazione pronto a crescere a dismisura e ad esplodere alla prima scintilla.

Cercate di usare l’amore dei nonni o degli zii come una sorta di enciclopedia alla quale attingere o come extrema ratio in caso non riusciate a gestire una situazione imprevista, ma non lasciate che i parenti si sostituiscano a voi nella gestione della vostra vita domestica, dato che il benessere e la salute del bambino dipendono solo dalle vostre scelte e che siete liberi di compierle in autonomia, andando ad aggiustare il tiro di volta in volta di fronte ad eventuali errori e traendo importanti lezioni dai passi falsi compiuti, esattamente come avevano fatto i vostri genitori prima di voi.

liti di coppia primo figlio

Infine, è fondamentale che la coppia riesca a ritagliarsi uno spazio mentale, se non addirittura fisico, dove “scappare” dalle ansie genitoriali ogni volta in cui il piccolo risulta assente o addormentato, di modo da riprendere il filo interrotto dei vostri discorsi e dei vostri pensieri, andando così a recuperare quella conoscenza dell’altro che vi aveva portato ad innamorarvi anni addietro.

Se non si desidera cioè lasciare il piccolo qualche ora dai nonni e dedicarsi ad attività salutari e rifocillanti, come una passeggiata o una cena al ristorante, è comunque di fondamentale importanza riuscire a “staccare il cervello” dal pianeta bambino il più possibile e fare in modo che i discorsi interni alla coppia non vertano sempre sul piccolo, sulla sua salute o sulla sua educazione.

Il consiglio è quello di parlare di lavoro, di guardare un film insieme, di fare piani per il futuro mentre il piccolo dorme, di modo da riportare in auge l’idea di una coppia sempre presente (anche a letto!) e mai venuta meno sotto i colpi di un ruolo che, per quanto risulti il più importante della nostra vita, non può monopolizzare la nostra mente per 24 ore al giorno, prima di condurci alla follia e di farci perdere di vista l’altra persona che vive e dorme al nostro fianco.

litigare con bambino

L’ultimo (e più importante consiglio) riguarda infine la capacità di uscire dallo stallo alla messicana abbassando per un attimo la metaforica pistola e facendo un passo indietro di fronte alla collera o alle richieste del partner.

Saper cedere dalle proprie posizioni non è infatti segno di debolezza o di remissività, ma la naturale inclinazione di tutti coloro che comprendono i futili motivi della discussione in atto e desiderano porvi fine in modo sereno, andando a sfumare le parole, fino a consentire che l’ira di entrambi si plachi in modo autonomo e che la spirale si tronchi sul nascere.

In ogni caso, la capacità di gestire una delle fasi più difficili della vostra vita riuscirà davvero a mettere alla prova il vostro amore per il partner e il superamento delle difficoltà comuni riuscirà a rinsaldare l’unione e a fare riemergere quella serie di promesse scambiate dall’interno di un anello e solo temporaneamente offuscatesi sotto il peso degli ormoni e delle prime problematiche.

 

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