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Da Lady Gaga a Springsteen, il mondo della musica con Hillary Clinton

8 Novembre 2016
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Da Lady Gaga a Springsteen, il mondo della musica con Hillary Clinton

Pur partendo dal presupposto che Donald Trump ha davvero pochissime possibilità di diventare il prossimo presidente degli Stati Uniti (checché ne dicano presunti sondaggi parziali, diventati ancora più parziali da noi per via del filtro oceanico), la prudenza non è mai troppa, soprattutto per uno star system musicale da sempre orientato a salvaguardare se stesso e tutti quei valori che il Tycoon si ripromette di spazzar via, senza crederci troppo sul serio, una volta giunto alla Casa Bianca.

Dopo l’endorsement erotico di Madonna per Hillary Clinton e Justin Bieber che si rifiuta solennemente di suonare per Trump, a fronte di cifre proposte esorbitanti, ecco dunque che i più grandi interpreti della musica a Stelle e Strisce dell’ultimo mezzo secolo fanno quadrato introno alla candidata democratica, condendo il convulso finale di campagna elettorale con performances fuori programma ed esibizioni destinate a rimanere nella storia delle elezioni 2016 molto più a lungo rispetto ai continui scambi di accuse e battute tra i due candidati protagonisti.

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Oltre ad un nuovo accorato invito a votare per Hillary proposto da Madonna, nel corso di un’esibizione live a sorpresa, la notte di ieri ha infatti visto Bruce Spirngsteen, Lady Gaga e Bon Jovi schierarsi apertamente a fianco della candidata Dem ed invitare i fan presenti ai vari concerti ad andare a votare per scongiurare la minaccia Trump che incombe sugli Stati uniti.

Dal palco di Philadelphia, il boss ha voluto ribadire le sue radici operaie e spostato il confronto su una prospettiva storica a lungo termine, sostenendo come solo il voto per la Clinton rappresenti l’opzione in grado di dare un valore umano a tutti i cittadini americani e di collocare il paese dalla parte giusta della storia.

Bon Jovi ha invece deciso di duettare con Lady Gaga in occasione dell’ultimo comizio della Clinton previsto in North Carolina e di dare dunque tutto il supporto necessario a Hillary per favorire la conquista di quel particolare swing state che da solo potrebbe bastare a far pendere l’ago della bilancia dalla parte della candidata, a prescindere dalle sorti della Florida o dell’Ohio.

Sicuramente più divertenti ed entusiasmanti dei tre grandi dibattiti, gli accorati appelli delle rockstar americane hanno portato una nota di colore in una campagna elettorale davvero grigia e triste su ambo i fronti e apposto il sigillo su una vittoria che pare quasi scontata, anche se il precedente della brexit dovrebbe instillare quel minimo di prudenza necessario a mantenere gli sforzi concentrati in direzione dell’obiettivo.

 

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