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Gioconda: furono due i modelli usati da Leonardo?

21 Aprile 2016
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Gioconda: furono due i modelli usati da Leonardo?

Probabilmente non esiste al mondo un’opera d’arte più apprezzata e controversa della Gioconda di Leonardo, in virtù della presenza di particolari fattezze estetiche ed espressive che hanno reso il quadro, nei secoli, il centro focale di una serie di ipotesi sulla sua genesi e su quale fosse stato il modello di riferimento impiegato dal genio di Vinci per dare vita al suo capolavoro.

Tramontata ormai, per assenza di prove, l’ipotesi che vedeva la Gioconda come il prodotto di un autoritratto mascherato, nel quale l’artista esprimeva la sua omosessualità calandosi nei panni di un malizioso soggetto femminile, si sta facendo strada in questi giorni una singolare teoria che prevede il ritratto come il prodotto di due differenti volti, uno maschile e uno femminile, compenetrati in fase di realizzazione nel celeberrimo tutt’uno armonico della Monnalisa.

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Secondo la tesi avanzata dallo storico dell’arte Silvano Vinceti, Leonardo da Vinci si sarebbe infatti servito di due distinti modelli, andando a dare vita alla Gioconda sovrapponendo le fattezze fisiologiche di Lisa Gherardini, moglie di Francesco di Giocondo, con quelle di Gian Giacomo Caprotti, suo allievo prediletto e noto con il nome d’arte di Salaì.

Per giungere a questa conclusione, Vinceti avrebbe basato la sua analisi su una ricostruzione storica che prende spunto dalle teorie del Vasari, che prevedono la Gioconda come il frutto di una commissione da parte del marito di Lisa Gherardini, volenteroso di vedere sorridere la sua triste sposa, e di un’analisi dei volti in grado di rintracciare elementi in grado di condurre in direzione di Gian Giacomo Caprotti, autore del sorriso più noto enigmatico e più noto al mondo.

Attraverso questo stratagemma, Leonardo sarebbe dunque riuscito a conferire alla Gherardini quella vena ironica e divertita auspicata dal marito, anche se è lecito immaginare che la recente teoria non sia destinata a scrivere la parola “fine” sulla questione e che la Gioconda continuerà a sorridere beffarda e a divenire sempre più apprezzata e controversa in virtù dei suoi irrisolvibili misteri.

 

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