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Salute e Benessere
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Cadaveri rianimati per preparare i futuri chirurghi

23 Febbraio 2016
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Cadaveri rianimati per preparare i futuri chirurghi

Fatta eccezione per le divertenti vicende narrate da Frankenstein Junior, risulta evidente a chiunque che esiste una netta distinzione tra il regno dei vivi e quello dei morti e che, di conseguenza, chiunque aneli ad intraprendere la carriera di chirurgo dovrà fare pratica su corpi inerti prima di potersi cimentare con interventi condotti su soggetti vivi, seppur impossibilitati a muoversi per via dei cospicui anestetici somministrati.

In Francia hanno tuttavia deciso che, per prevenire gli errori legati all’inesperienza dei chirurghi, si poteva per un attimo abbattere il confine biologico tra la vita e la morte, di modo da permettere agli aspiranti medici di allenarsi su cadaveri rianimati e provvisti di circolazione sanguigna e respiro simulati.

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Frutto dell’ingegno dei responsabili della facoltà di medicina di Poiters, la nuova tecnica che entrerà in vigore già durante l’anno corrente si compone della possibilità di iniettare all’interno dei cadaveri un particolare fluido che mima il normale percorso della circolazione sanguigna e una sorta di respirazione simulata che porta gli aspiranti chirurghi a dover valutare un enorme numero di variabili in più e ad operare in condizioni del tutto simili a quelle che troveranno una volta conseguita la laurea ed effettuato l’ingresso in sala operatoria.

Se dal punto di vista morale la novità potrebbe anche far storcere il naso a qualcuno, occorre ricordare che la buona riuscita di un intervento chirurgico dipende spesso dalla possibilità di valutare nel dettaglio lo stato della vascolarizzazione dei tessuti e che potersi cimentare su un corpo provvisto di circolazione potrebbe ridurre di molto il coefficiente di errore presso le nuove generazioni; come dire: “si può fare!”.

 

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