fbpx
Salute e Benessere
1

Cure sotto la soglia minima, l’allarme del Ministero

31 Marzo 2017
1432 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Cure sotto la soglia minima, l’allarme del Ministero

Come se non bastassero gli antivaccinisti con le loro assurde campagne, ha iniziato da qualche tempo a serpeggiare l’idea presso la popolazione italiana che i controlli e gli screening rivolti alla localizzazione di un tumore siano essi stessi la causa della patologia, un po’ come se il gesto di alzare il tappeto per osservare la polvere accumulata nel corso degli anni generasse polvere a sua volta e che, dunque, sia meglio vivere senza sapere cosa si annida lì sotto, almeno fino al giorno in cui acari e pappataci iniziano a divorare la nostra pelle.

La somma delle due assurde idiozie non si traduce, purtroppo, in una solenne risata fatta davanti ad un bicchiere di birra, ma in una paura della cura, della prevenzione e del controllo che sta lentamente portando indietro il nostro Paese in direzione di uno scenario post-bellico in cui i vaccini non esistevano e le diagnosi facevano rima con una condanna a morte.

cureminime_emergeilfuturo

Andando ad aggiungere nuovamente il fattore legato alle disfunzioni sanitarie nostrane, che spesso negano cure anche in caso di effettiva richiesta, il Ministero ha potuto constatare l’esistenza di uno scenario in cui ben cinque regioni italiane non raggiungono la soglia medica definita come “cure minime” e in cui, dunque, copertura vaccinale, ricorso allo screening e accesso ai Livelli essenziali di assistenza si configurano come una sporadica eccezione e non come la norma più assoluta garantita dalla legge e dal buon senso individuale.

Anche a fronte di ingenti opere di commissariamento finalizzate a rimpinguare le esigue casse sanitarie locali, permane una situazione di criticità in Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Campania; tutte regioni dove il punteggio attribuito ai livelli di cura resta ampiamente sotto la media nazionale e sotto la soglia ottimale, imponendo un nuovo intervento legislativo e un nuovo piano finalizzato ad una redistribuzione di risorse.

Se in questo pasticcio all’italiana giocano un ruolo di rilievo la consueta balcanizzazione della sanità su base regionale e la tolleranza verso amministrazioni locali non certo accortissime, come premesso, sull’abbandono della sanità pubblica influiscono anche assurde campagne anti-cura e anti-vaccino, tanto da imporre alle autorità sanitarie nostrane la genesi di un nuovo piano di intervento, rivolto ad alzare nuovamente il tappeto delle dicerie e a cercare di aspirare qualche granello di polvere prima che la salute dei cittadini venga lasciata agli acari.

 

[adrotate banner=”4″]