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Salute e Benessere
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I dolcificanti artificiali potrebbero provocare obesità e diabete

30 Maggio 2016
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I dolcificanti artificiali potrebbero provocare obesità e diabete

Dato che ogni epoca storica ha le sue crociate e i suoi nemici da combattere, intorno agli ’80 del secolo scorso si cominciò ad imputare allo zucchero la causa di ogni male presente sulla faccia del pianeta Terra e ad iniziare una lunghissima battaglia che sarebbe culminata di lì a poco con la creazione di dolcificanti di tipo artificiale dalle supposte qualità mirabolanti.

Premesso che un consumo eccessivo di zucchero raffinato si trova sicuramente alla base di fenomeni organici come l’obesità o il diabete di tipo-2, pare che i miracolosi dolcificanti concepiti per porre l’umanità al riparo da accumuli adiposi e dalla distruzione delle cellule beta-bloccanti del pancreas non siano da meno e che l’impiego di aspartame porti in dote una serie di rischi per la salute ben peggiori di quelli racchiusi in una bustina di zucchero.

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Una ricerca svolta dalla York University su un campione statistico pari a 2856 soggetti in età adulta ha infatti mostrato come la sostanza nota come aspartame, alla base della produzione industriale di molti dolcificanti artificiali, favorisca la genesi di quella medesima intolleranza al glucosio alla quale viene imputata l’insorgenza del diabete di tipo-2 e contribuisca a minare le difese dell’organismo di forte al sopraggiungere della patologia, rappresentando così una miccia in grado di innescare la comparsa del diabete e non un suo deterrente.

La ricerca canadese fa inoltre eco ad uno studio precedente che aveva attestato il legame tra l’impiego di dolcificanti artificiali e l’obesità infantile, mostrando come, soprattutto nelle fasi post-natali, l’aspartame risultasse fortemente controindicato per via degli effetti prodotti sull’organismo del bebè e della suo difficile assorbimento in un apparato digerente non ancora pienamente formato.

Pubblicata sulla rivista Applied Physiology, Nutrition and Metabolism , la ricerca si pone quindi come il punto di approdo di una revisione critica dei dolcificanti artificiali e come lo smantellamento di quei falsi miti che, partire dagli anni’80, avevano dato vita ad una battaglia insensata contro lo zucchero, anziché porre l’accento sul suo abuso protratto nel tempo.

 

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