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Salute e Benessere
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I medici verso lo sciopero generale

18 Novembre 2016
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I medici verso lo sciopero generale

In un’Italia sempre più alle prese con contingenze legate a disoccupazione e accordi europei difficili (se non impossibili da rispettare), si parla sempre meno di quei contratti nazionali per i dipendenti pubblici che si trovano da anni bloccati in attesa di rinnovo e che nessuno degli ultimi 5 o 6 governi ha avuto l’ardore di volere impugnare per capire quando, dove e come risultasse possibile adeguare i salari al costo della vita, ovviamente aumentato senza attendere il corrispettivo rinnovo dei contratti.

Ad essere sul piede di guerra risultano essere in particolare i medici, già feriti dallo “smacco” che ha portato il Ministero della Salute a limitare il numero di esami prescrivibili (sulla base dell’idea che un medico di base sia comunque un laureato in medicina e non un segretario degli specialisti) e oggi pronti ad incrociare nuovamente le braccia contro una legge di bilancio in cui non vi è traccia del rinnovo del contratto nazionale.

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Per protestare contro l’ennesima procrastinazione della ridefinizione degli ambiti salariali e professionali della categoria,  medici, veterinari e sanitari italiani entreranno infatti in sciopero il 28 novembre prossimo e sospenderanno il servizio per tutta la giornata, secondo le consuete modalità definite dalle associazioni sindacali di riferimento.

A seguito del lungo sit-in di protesta davanti al Parlamento tenutosi nella giornata di ieri, le sigle sindacali Anaao, Cimo, Aaroi, Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Anpo e Uil Fp Medici hanno infatti convenuto che era giunto il momento di passare a forme di protesta più convincenti, in attesa che il Governo apporti quel maxi-emendamento alla Legge di Stabilità funzionale a ridefinire i parametri lavorativi delle categorie coinvolte e ad adeguar e il salario alle nuove contingenze.

In caso il Governo non prenda in esame una revisione degli articoli interessati, contenuti nella Legge di Stabilità, i medici cercheranno di attirare l’attenzione sulla loro causa andando ad incrociare le braccia e ricordando così a tutti i loro pazienti che il Paese non può vivere delle sole problematiche legate al rispetto dei parametri europei e al contenimento del debito pubblico.

 

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