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Salute e Benessere
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La sindrome da crepacuore esiste ed è pericolosa come l’infarto

30 Settembre 2015
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La sindrome da crepacuore esiste ed è pericolosa come l’infarto

In base alla più comune delle leggi e alla più comune delle esperienze, ad ogni azione corrisponde una determinata conseguenza, di modo che, ad esempio, l’accumulo di detriti lungo le nostre arterie e il corrispondente inspessirsi del sistema venoso si pongono come causa diretta e primaria per l’insorgenza di un arresto cardiaco.

Quasi a ribaltare un assunto antico quanto il mondo, una recente ricerca internazionale ha svelato l’esistenza della cosiddetta “sindrome da crepacuore” e mostrato la sua pericolosità, spiegando come il cuore possa cessare le sue funzionalità anche in assenza di una causa diretta o di un logorio sostanziale dell’organismo atto fungere da terreno di insorgenza per un infarto.

Per decenni ritenuta alla stregua di una patologia benigna, la sindrome da crepacuore sarebbe in realtà, secondo i cardiologi facenti capo al Policlinico Gemelli di Roma coautori dello studio, all’origine di un enorme numero di decessi, provocati dalla repentina incapacità del muscolo cardiaco di contrarsi e della conseguente impossibilità del sangue di defluire correttamente dal ventricolo sinistro.

Conosciuta in medicina come sindrome di Takostsubo (o cardiomiopatia da stress), la sindrome da crepacuore sarebbe dunque un improvviso arresto del cuore dettato da variabili imprevedibili (come un eccesso emotivo) e in grado di raggiungere un tasso di mortalità simile a quello dell’infarto e stimato nel 5% de i pazienti ricoverati a seguito di un attacco cardiaco.

Lo studio, condotto in 26 centri dislocati in 9 paesi, ha inoltre mostrato come l’incidenza della sindrome di crepacuore sia nettamente maggiore presso i soggetti di sesso femminile, più portati a a sviluppare la patologia con un’incidenza media di 9 casi per un singolo corrispettivo maschile.

Munita di un quadro sintomatologico del tutto simile a quello dell’infarto coronarico, la sindrome di crepacuore si manifesta con dolori al petto, affanno e alterazioni dell’elettrocardiogramma e risulta per tanto curabile se colta per tempo e se si è giunti ad individuare la presenza di alcune condizioni neurologiche (come la depressione) che ne favoriscono l’insorgenza, dal momento che conseguenze prive di cause paiono tutt’ora non esistere.

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